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'El Chapo', avvocati presentano ricorso contro estradizione in Usa: "Viola i suoi diritti"

28 maggio 2016 | 09.09
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(Xinhua)

Gli avvocati di Joaquín "El Chapo" Guzmán, il leader del cartello di Sinaloa, hanno presentato ricorso contro la decisione del governo messicano di estradare il re dei narcos messicani negli Stati Uniti affermando che sarebbe una violazione dei suoi diritti fondamentali.

Nel corso di una conferenza stampa José Luis González, uno dei legali di Guzman, ha spiegato che è stato presentato un ricorso "contro la decisione incostituzionale presa dal ministero degli Esteri".

La scorsa settimana il governo di Enrique Pena Nieto ha concesso l'estradizione di Guzman negli Stati Uniti, dopo che il governo americano ha assicurato che il narcotrafficante - che è incriminato in California e Texas per narcotraffico, riciclaggio di denaro sporco, possesso di armi e omicidio - non sarà condannato a morte.

Ora, con il ricorso presentato alla Corte Costituzionale, i legali di El Chapo hanno confermato l'intenzione di opporsi con tutti i mezzi all'estradizione, contrariamente a quanto avevano fatto intendere subito dopo la cattura, lo scorso gennaio, di Guzman che a luglio era evaso in modo rocambolesco dal carcere.

"L'estradizione violerebbe completamente lo stato di diritto e la Costituzione", ha detto un altro dei suoi legali, Juan Pablo Badillo, facendo intendere che "ci vorrà molto tempo" prima che il governo messicano riesca a estradare Guzman - al momento detenuto in un carcere di massima sicurezza a Ciudad Juarez, poco lontano dal confine con il Messico - e non escludendo la possibilità che l'estradizione possa essere bloccata del tutto.

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