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Election day anche nel Lazio, ma per i detenuti elettori sarà la solita "farraginosa trafila"

01 giugno 2022 | 19.49
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Referendum e Amministrative, il 12 giugno gli italiani saranno chiamati alle urne. Tra loro i detenuti elettori: anche se c'è d'aspettarsi (non una novità) una percentuale minima di chi eserciterà il proprio diritto al voto nelle carceri. In particolare, nel Lazio saranno 53 le amministrazioni comunali che si rinnoveranno. "La richiesta per accedere alla votazione da parte dei detenuti è una procedura piuttosto farraginosa, che rischia ogni volta di essere infruttuosa: in vista di consultazioni elettorali, serve non solo informare dell'opportunità di votare ma farlo tempestivamente", spiega all'Adnkronos Stefano Anastasìa, Garante dei detenuti del Lazio e portavoce della Conferenza del Garanti territoriali. "Dalla tessera elettorale che spesso non hanno con sé all'accesso al voto, succede di frequente che i detenuti, seppure informati, non hanno il tempo di organizzarsi. Una trafila - sottolinea - che andrebbe snellita perché altrimenti a vincere è la burocrazia a dispetto di un diritto fondamentale".

"Il diritto di voto va garantito ai detenuti - rimarca - A mio avviso, peraltro, andrebbe consentito anche ai condannati con pene più alte". Anastasìa fa poi notare che "alcuni dei quesiti referendari trattano questioni d'interesse per la popolazione detenuta. Sarebbe quindi auspicabile una larga partecipazione, ma siamo abituati a cifre irrisorie di detenuti votanti, con percentuali al di sotto del 10%". E' un tema che merita attenzione e "finora non c'è stata", secondo il Garante. La procedura prevede che "i detenuti debbano fare materialmente richiesta per poter votare - ricorda Anastasìa - Un'operazione preliminare anche lunga se consideriamo che molti detenuti non sono residenti nel luogo dove sono ristretti. Per questo, le informazioni (assicurarle è compito dell'Amministrazione penitenziaria) devono essere date in tempo".

Sempre riguardo alle informazioni sulla procedura di voto, "dipende poi - continua il Garante dei detenuti del Lazio - anche dalla sensibilità degli operatori, dalla capacità organizzativa degli istituti: c'è disomogeneità, posti dove c'è più attenzione, sia da parte degli operatori che dei detenuti, e posti in cui ce n'è meno. Ho visto funzionare molto bene l'ufficio elettorale di Regina Coeli. E' un carcere di primo ingresso, molte persone sono in custodia cautelare, l'istituto si è organizzato con l'ufficio elettorale centrale del Comune per garantire anche alle persone arrivate da pochi giorni di poter effettivamente esercitare il proprio diritto di voto".

Da parte sua, Alessandro Capriccioli, consigliere regionale del Lazio di +Europa Radicali, dice di essersi recato proprio ieri a Rebibbia nuovo complesso, che ospita più di mille detenuti: "la direzione mi ha spiegato che i detenuti sono stati informati sulla procedura per poter votare e alcuni hanno già inoltrato la domanda. Nei prossimi giorni mi recherò anche in altri istituti della regione per procedere alla stessa verifica". Ma - osserva poi Capriccioli - quello del voto è soltanto uno dei diritti che viene esercitato con difficoltà, tutta la vita delle persone detenute è caratterizzata da procedure lente, arcaiche, farraginose e perciò penalizzanti: basti pensare ai tempi di attesa che talora sono necessari per affrontare le problematiche sanitarie, alla limitazione dei colloqui telefonici che causa l’introduzione illecita di cellulari nelle carceri e quindi è presupposto di sanzioni, al meccanismo delle 'domandine' scritte a mano che sono l’unico strumento per esprimere richieste e necessità". Secondo il consigliere regionale occorre "una modernizzazione che consenta ai detenuti di far valere i propri diritti in modo più efficiente e veloce a tutti i livelli. Proprio per questo, grazie a un mio emendamento al bilancio, a dicembre 2020 la Regione Lazio ha stanziato 600mila euro destinati alla digitalizzazione degli istituti penitenziari della regione".

Secondo Paolo Ciani, capogruppo capitolino di Demos e consigliere regionale del Lazio, è arrivato il momento di aprire una riflessione non solo riguardo all'accesso al voto della popolazione detenuta. "Votare è un diritto fondamentale che non si dovrebbe perdere con la detenzione se non disposto da una sentenza del giudice (la cd. 'interdizione') - afferma Ciani -, ma include molte pratiche civili che si complicano (nella migliore delle ipotesi) o si perdono del tutto con la detenzione. Mi riferisco ad alcuni percorsi per richiedere la carta identità, la residenza, il codice fiscale, per attivare le richieste legate ai diritti di cittadinanza, la pensione d’invalidità all’Inps. Il carcere è rimasto alla 'domandina' cartacea che parte dalla sezione detentiva, passa dal richiedente allo scrivano del reparto (detenuto lavorante), al capoposto (polizia penitenziaria) e arriva alla sorveglianza del carcere, per essere autorizzata e iniziare il viaggio di ritorno. Questo è l’iter per chiedere la telefonata, il colloquio, il ritiro della posta, senza considerare che con i trasferimenti da un carcere all’altro si recidono anche i fili della socializzazione e con le famiglie. Nel tempo della Pa digitale, il carcere è di fatto 'isolato' nella quotidianità". Ricordando l'introduzione nelle carceri delle videochiamate, "che hanno di fatto permesso al sistema carcere di 'reggere'" durante la pandemia, ora, riflette Ciani, "è fondamentale non tornare indietro, ma far sì che questo appuntamento politico - referendum e amministrative - sia un’occasione per tenere alta l’attenzione nei confronti delle persone e dei diritti della popolazione detenuta, parliamo di quasi 55mila persone in Italia e relative famiglie".

In vista del voto del 12 giugno, la Conferenza dei Garanti territoriali e l'associazione Antigone, da parte loro, hanno avviato una campagna informativa per incentivare l'accesso al voto a tutte le persone detenute che mantengono tale diritto. "Continuano ad essere affisse negli spazi comuni delle carceri due locandine - una per le elezioni amministrative e una per i referendum - dove i detenuti possono leggere le procedure da seguire per il voto".

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