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Elezioni 2022, medico no-vax Frajese: "In Parlamento per stop dittatura sanitaria"

19 settembre 2022 | 18.12
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Il medico candidato con Italexit: "Speranza? Bocciato, io ministro con Paragone premier e non siamo partito dei terrapiattisti"

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"Nel prossimo Parlamento servono forze antisistema. C'è molto entusiasmo nelle persone nel voler dare voce al pensiero scientifico non monolitico, dicendo basta alla dittatura sanitaria vissuta negli ultimi due anni". Parola dell'endocrinologo Giovanni Frajese, noto per le sue posizioni contro il vaccino anti-Covid, candidato alla Camera per 'Italexit' di Gianluigi Paragone.

"Non siamo il partito dei no-vax - chiarisce all'Adnkronos Salute - Non ci sto a essere considerato un terrapiattista. Siamo un partito di uomini liberi che lotta per l'indipendenza della persona contro l'ingerenza dello Stato". Alla domanda se si sente il ministro della Salute 'ombra' del Governo targato Italexit, Frajese risponde "perché no? Sicuramente punterei sugli antinfiammatori contro Covid e non sulla campagna vaccinale. Chi vuole può fare il vaccino, ma senza obbligare nessuno". L'attuale ministro della Salute Roberto Speranza "bocciato, al massimo gli darei un 2 in pagella", aggiunge il medico che per le sue posizioni è stato sospeso dall'Ordine dei medici di Roma.

Frajese ha in mente un programma per la sanità molto articolato. "Intanto farei due commissioni d'inchiesta, una sulla gestione della pandemia e l'altra sui vaccini anti-Covid. Ma nella commissione non deve esserci chi ha conflitti d'interesse", avverte. Sul futuro del Ssn, l'endocrinologo ha alcune proposte 'shock'. "Privilegiare il pubblico rispetto al privato, toccare i conflitti d'interesse svincolando la politica dalla nomine dei primari - suggerisce - Riformare, sempre su questa linea, l'Agenzia italiana del farmaco" e sulla carenza dei medici "va tolto il numero chiuso a Medicina, chi studia e fa gli esami procede, chi rimane indietro deve essere escluso". Infine, Frajese propone che "l'Istituto farmaceutico militare torni a produrre tutti i farmaci generici, in questo modo lo Stato avrebbe una sua indipendenza in questo settore".

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