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Elezioni, duro j'accuse di Zaia

10 giugno 2020 | 14.56
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"Sulla data delle prossime regionali questo Paese sta scrivendo una delle pagine più brutte della sua storia"

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"Sulla data delle prossime elezioni regionali questo Paese sta scrivendo una delle pagine più brutte della sua storia: è un Paese che non vuole andare al voto e chi porta avanti questo discorso è contro la democrazia e contro l'autonomia, quella delle Regioni di poter fissare la data delle loro elezioni". E' duro il j'accuse del presidente del Veneto, Luca Zaia sullo spostamento della data delle elezioni a dopo metà settembre. 

Di più, Zaia spiega che "dal Consiglio dei ministri è uscito un decreto secondo cui non si potrà andare a votare prima del 20 settembre , cosìcchè i ballottaggi si faranno ai primi di ottobre e se arriva il virus in autunno chi ha deciso questa data ne sarà responsabile", ha stigmatizzato Zaia, che ha quindi sottolineato: "Ne ho parlato a lungo con il presidente Mattarella, purtroppo non è compito del Quirinale l'indizione delle elezioni", ha sottolineato ricordando che "in Corea del Sud si è andati al voto ad aprile, in Francia si andrà adesso in giugno. Nel nostro Paese è ormai tutto aperto, ma non si può andare a votare", ha concluso.

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