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Elezioni regionali, ancora incertezza su proclamazione eletti a 11 giorni dal voto

27 febbraio 2014 | 19.07
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C'è ancora incertezza sugli eletti in Consiglio regionale e sulla loro proclamazione 11 giorni dopo le elezioni regionali della Sardegna. Sui seggi da assegnare coi 'resti' soprattutto, in un calcolo che sembra non avere fine, quelli definiti dalle percentuali infinitesimali, che sembra assegnino quozienti, quindi consiglieri, a territori come le province di Cagliari e Sassari a discapito di quelli meno popolosi, e che quindi subirebbero la discriminazione della rappresentanza territoriale. Argomenti che sono al vaglio dei partiti, che sommessamente, pur non facendolo trapelare, promettono di metter mano alla legge elettorale statutaria, e di renderla più snella e meno farraginosa

Ma nel frattempo c'è da attendere la proclamazione degli eletti. Ad 11 giorni dall'elezione il presidente della Regione, se lo scrutinio non avesse avuto gli strascichi in Corte d'Appello, avrebbe già dovuto formulare la Giunta, convocare il consiglio entro 20 giorni e procedere all'elezione del presidente del Consiglio regionale. Tutto ciò è fermo perché non c'è ancora stata la proclamazione degli eletti. E sembra che i tempi non siano proprio strettissimi. In tanti annunciano ricorsi per l'interpretazione delle frazioni percentuali di attribuzione dei seggi, ma soprattutto alla Corte costituzionale, in quanto la legge sarebbe palesemente incostituzionale perché non assegna il dovuto equilibrio di rappresentanza ai territori, ovvero alle 8 province. I numeri hanno infatti premiato quelle maggiormente popolose (Cagliari, Sassari e Nuoro) a discapito delle altre 5 (Oristano, Medio Campidano, Ogliastra e Olbia Tempio).

Nell'attesa comunque il presidente Francesco Pigliaru, che non può quindi entrare in Consiglio regionale e tantomeno a Villa Devoto, sede della presidenza della regione, sta tessendo la tela della complicata composizione della giunta. Sarà un 6+6, assicurano gli uomini del suo staff e iniziano a trapelare alcuni nomi, come ad esempio Cristiano Erriu, presidente dell'Anci dato per sicuro agli Enti locali, Raffaele Paci, economista alla Programmazione, Gian Valerio Sanna all'urbanistica e il ginecologo Giovanni Monni alla Sanità (favorito sulla farmacista Maria del Zompo) e Massimo Deiana ai Trasporti. In ribasso quella di Barbara Argiolas, attuale assessore a Cagliari, alla cultura che rivendica il Partito dei Sardi per Paolo Maninchedda. Ma c'è da attendere la proclamazione degli eletti.

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