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Emergenza topi a Roma, vertice in Campidoglio. I ristoratori: "Rifiuti in strada perché raccolta non è puntuale"

04 febbraio 2016 | 14.16
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(Adnkronos)

Maxi multe 'anti-topi' ai ristoratori 'colpevoli' di lasciare l'umido in strada a Roma? Gli esercenti bocciano l'idea che sarebbe allo studio del Campidoglio, dove si tiene una riunione con i ministeri dell'Ambiente e della Salute, per contrastare il degrado nelle strade di Roma e si dicono pronti a protestare.

"La raccolta spesso non è puntuale come era stato concordato, gli orari non sono precisi - dice all'Adnkronos Claudio Pica, presidente dell'Aeper-Associazione esercenti bar, latterie pasticcerie e gelaterie di Roma - Soprattutto nel centro storico tanti ristoranti e bar lamentano la raccolta differenziata nel proprio esercizio".

"Se l'Ama non passa negli orari adeguati, i ristoratori quando chiudono sono costretti a lasciare i sacchi di immondizia davanti alle serrande, perché non possono tenersi l'umido nei locali: questo attirerebbe topi e blatte e l'Asl o i Nas giustamente ci sanzionerebbero, né possiamo comprare delle carriole dove caricare l'immondizia perché non esistono i contenitori dove buttarla".

"Auspico che Tronca convochi un incontro con i vertici dell'Ama e con le nostre associazioni per trovare un punto d'intesa. Noi chiediamo che sia trovata una soluzione più moderna e puntuale - prosegue Pica - Qualcuno ha anche ipotizzato che l'Ama, autorizzata dalla Soprintendenza e dagli uffici tecnici competenti, prevedesse una raccolta a scomparsa, ad esempio con contenitori interrati, ma sappiamo che a Roma ottenere le autorizzazioni per fare un buco è impresa impossibile". Ma, aggiunge Pica, se la soluzione è quella di punire i ristoratori, "noi siamo pronti a protestare".

"Circa 6 mesi fa abbiamo incontrato il direttore dell'Ama, che in quella occasione ci disse che voleva concordare con noi una mappatura del centro storico e si era ripromesso di 'premiare' con un abbassamento delle tariffe quei ristoratori che fanno la raccolta del vetro nella maniera più appropriata. Ma sono passati 6 mesi - conclude Pica - e siamo rimasti fermi a quell'incontro".

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