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Emilia Romagna: da Giunta proposta legge per inclusione persone fragili

01 luglio 2015 | 10.39
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Integrati i servizi pubblici regionali del lavoro, sociali e sanitari

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Una legge per sostenere le persone in difficoltà sociale o sanitaria e aiutarle a inserirsi nel mondo del lavoro, in Emilia Romagna, mettendo in rete i servizi sociali dei Comuni, quelli sanitari delle Asl e i centri per l’impiego. La giunta regionale ha approvato il testo della proposta di legge per l’inclusione sociale, che pone i presupposti istituzionali, organizzativi, gestionali e metodologici per potenziare il sostegno alle persone in condizione di fragilità e vulnerabilità.

Il provvedimento riguarda le persone che vivono le problematiche derivanti dall’essere disoccupati o inoccupati e contemporaneamente difficoltà di natura sociale o sanitaria. Il progetto di legge approvato dalla giunta ora proseguirà il suo iter in assemblea legislativa

“Il lavoro - spiega l’assessore regionale al Lavoro, Patrizio Bianchi - è il più potente strumento di inclusione sociale. Per una società regionale inclusiva, occorre evitare in via prioritaria che fenomeni temporanei nella vita delle persone evolvano in rischi di marginalità sociale. Con questo provvedimento abbiamo pensato a chi è senza lavoro anche per problematiche dovute alla dimensione sociale o a quella sanitaria, una priorità che dobbiamo assumere dopo 7 anni di crisi economica. Un esempio importante di cosa intendiamo per politiche di nuova generazione fondate sull’integrazione non solo delle risorse e degli interventi ma anche dei diversi servizi che operano sul territorio”.

“La proposta di legge - dice l’assessore regionale alle Politiche di welfare, Elisabetta Gualmini - dimostra che è possibile combinare sulle persone sia interventi di tipo sociale che di tipo lavorativo e formativo. L’integrazione tra i servizi rappresenta un fattore fondamentale di qualificazione dell’offerta, in quanto consente di considerare l’utente in condizione di fragilità nella sua globalità, di predisporre un programma personalizzato unitario, di ridurre i rinvii dell’utente da un servizio all’altro, eliminando le sovrapposizioni tra gli enti e ottimizzando l’utilizzo efficiente delle risorse”.

Il progetto di legge prevede il costituirsi di équipe multiprofessionali - di cui fanno parte operatori dei centri per l’impiego, dei Servizi sociali del Comune e del servizio sanitario dell’Ausl - che, sulla base di una valutazione del 'profilo di fragilità' delle persone, progettano interventi personalizzati, unitari e condivisi finalizzati all’inserimento lavorativo. L’efficacia dell’integrazione dei servizi si fonda sull’assunzione di nuove responsabilità e sullo sviluppo di nuove competenze gestionali e professionali dei responsabili e degli operatori dei servizi pubblici integrati, per sviluppare le quali la Regione promuoverà interventi periodici di formazione e sviluppo.

L’inserimento lavorativo può avvenire utilizzando le diverse modalità e tipologie contrattuali esistenti. A fianco del contratto di lavoro subordinato indeterminato, che costituisce l’obiettivo principale, potranno essere impiegate forme di flessibilità e modalità di telelavoro ritenute idonee alle caratteristiche e ai bisogni delle persone.

La Regione, inoltre, promuoverà la stipula di contratti collettivi funzionali alle caratteristiche e alle potenzialità degli utenti. L’obiettivo dell’inserimento al lavoro e dell’inclusione sociale potranno essere raggiunti anche utilizzando le agenzie di somministrazione di lavoro con le quali la Regione può stipulare apposite convenzioni. Strumento di incontro con il lavoro saranno anche i tirocini, di cui questa legge introduce una nuova tipologia. Si tratta del tirocinio di orientamento, formazione e inserimento o reinserimento, finalizzato al rafforzamento dell’autonomia delle persone, alla loro riabilitazione e inclusione, la cui indennità sarà finanziata anche da risorse regionali e del Fondo sociale europeo.

Per l’inserimento lavorativo è fondamentale il coinvolgimento di imprese e dei datori di lavoro, per questo la Regione intende promuovere la responsabilità sociale delle imprese e le opportunità di lavoro attraverso incentivi economici e rimborsi delle spese sostenute dalle aziende per acquisti e adeguamenti strumentali funzionali all’inserimento lavorativo.

Una funzione rilevante di integrazione sociale e lavorativa la proposta di legge prevede venga svolta dalle cooperative sociali, attraverso la gestione di servizi socio-sanitari ed educativi e attraverso lo svolgimento di attività finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate. L’inclusione sociale e l’inserimento lavorativo può realizzarsi, inoltre, attraverso l’esercizio di attività autonoma e imprenditoriale, con la concessione di micro credito e di incubatori di impresa dedicati.

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