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Emilia Romagna: tavolo su crisi del settore edile

31 luglio 2014 | 10.30
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Vecchi: "Lavoriamo per salvaguardare occupazione e per rilancio".

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Un tavolo regionale in agosto per mettere a punto le proposte per contrastare la crisi del settore edile e un incontro a Roma con il governo a settembre. E’ quanto stabilito, a Roma, nel corso della prima riunione, presso il ministero dello Sviluppo economico, tra governo, Regione Emilia-Romagna e parti sociali sulla crisi delle imprese cooperative del settore edile. All’incontro, chiesto dalla Regione, hanno partecipato gli assessori regionali Luciano Vecchi e Alfredo Peri, il viceministro dello Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, la sottosegretaria al lavoro, Teresa Bellanova, e un'ampia rappresentanza delle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil e dell'Alleanza delle Cooperative, rappresentanti le tre centrali cooperative.

Nell'incontro, l'assessore Vecchi ha sottolineato come l'attuale fase di crisi del settore delle costruzioni si stia scaricando drammaticamente sulle grandi imprese cooperative che per anni hanno utilizzato il proprio patrimonio per evitare riduzioni di personale. Si è quindi convenuto che sia necessario considerare misure straordinarie e incentivi per favorire processi di aggregazione e ristrutturazione delle imprese coinvolte dalla crisi e prevedere ammortizzatori sociali che agevolino i processi di riorganizzazione e diano ai lavoratori la possibilità di aggiornamento e di riconversione. Su sollecitazione della Regione Emilia-Romagna il governo ha accettato di convocare, all'inizio di settembre, un tavolo tecnico nel quale studiare concretamente le proposte da mettere in campo mentre ad agosto il tavolo regionale si riunirà per formulare unitariamente le proposte al governo.

“E’ la prima volta che si riconosce a livello nazionale - conclude Vecchi - la specificità e la rilevanza della crisi del settore delle cooperative edili, elemento trainante dell'intero comparto. Lavoreremo affinché si mettano in campo tutte le misure possibili per salvaguardare l'occupazione, tutelare i lavoratori e costruire le condizioni per il rilancio del settore. Resta comunque indispensabile che si sblocchino gli investimenti pubblici e si incentivino le iniziative private, soprattutto per quanto riguarda la messa in sicurezza e la ristrutturazione di edifici pubblici e privati".

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