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Emirati, Camporini: "Riflettere su politiche export armi"

10 giugno 2021 | 15.47
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"Reazione Abu Dhabi non sorprende, rischio molto elevato di compromettere nostra presenza nella regione"

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"Con una decisione unilaterale del ministero degli Esteri, che non credo abbia coinvolto il resto del governo, sono state bloccate tutte le forniture militari agli Emirati Arabi Uniti" e "non è affatto stupefacente quello che è avvenuto". Parla così con Aki - Adnkronos International Vincenzo Camporini, già capo di Stato Maggiore della Difesa e responsabile del settore Sicurezza per Azione, sulle recenti tensioni tra Roma e Abu Dhabi dopo che nei giorni scorsi gli Emirati hanno vietato il sorvolo a un Boeing dell'Aeronautica italiana diretto in Afghanistan. "Si dovrebbero rivedere le decisioni prese dal ministro degli Esteri", dice.

Sono state bloccate "tutte le forniture militari agli Emirati, comprese alcune cose che francamente lasciano basiti", osserva Camporini. "Gli Emirati hanno la pattuglia acrobatica che vola con aeroplani italiani e gli abbiamo bloccato i pezzi di ricambio - prosegue - Si tratta di velivoli di addestramento. Nessuno può pensare vengano usati per motivi bellici al di là della valutazione unilaterale su quello che sta accadendo nel Medio Oriente. Quindi il governo emiratino è chiaramente molto irritato ed essendo molto irritato ha reagito come probabilmente avrebbe reagito chiunque". "Noi - incalza - dovremmo riflettere sulla nostra politica dell'esportazione di materiale d'armamento perché attualmente le cose non stanno andando bene".

Camporini ricorda la "legge 185" del 1990 che "aveva istituito un comitato interministeriale" in modo tale da avere "una visione collegiale" e come "tre anni dopo" quella legge "questo comitato sia stato abolito e oggi il tutto sia affidato a un ufficio del ministero degli Esteri" che opera "senza un coinvolgimento del governo, con valutazioni che in questo momento particolare io trovo abbastanza discutibili". Camporini parla di quello che considera un "problema serio perché non stiamo parlando di un settore qualsiasi dell'economia nazionale, ma di un settore strategico".

Sul rischio di azzerare l'export e compromettere la presenza italiana nella regione, Camporini ritiene si tratti di "un rischio molto elevato". "Quando si bloccano contratti già in essere - ribadisce - ci sono anche problemi di carattere commerciale". E non solo. Così sull'ipotesi de 'La Repubblica' riguardo il rischio che le tensioni con gli Emirati arrivino fino alla chiusura la base italiana di al-Minhad, con evidenti ripercussioni per il nostro ritiro dall'Afghanistan, Camporini sottolinea come "sicuramente" esistano "vie alternative, molto più tortuose, costose, che richiedono più tempo". E, dice, "bisogna vedere se queste altre parti" possano eventualmente essere "disponibili" perché "questi comportamenti chiaramente non depongono a favore della stabilità delle relazioni bilaterali con i Paesi dell'area".

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