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Enciclica del Papa: "Salvataggio delle banche pagato dai popoli"

18 giugno 2015 | 12.01
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'Dio' la parola più citata dal Papa, 'natura' solo al 10° posto

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"Cercare un altro modo di intendere il progresso" avendo "cura della casa comune". E' questo l'asse portante della nuova enciclica di Papa Francesco, la "Laudato si'", pubblicata in Vaticano. Il pontefice tuona anche contro il dominio assoluto della finanza. "Il salvataggio ad ogni costo delle banche, facendo pagare il prezzo alla popolazione, senza la ferma decisione di rivedere e riformare l’intero sistema - avverte - riafferma un dominio assoluto della finanza che non ha futuro e che potrà solo generare nuove crisi dopo una lunga, costosa e apparente cura".

Dieci i punti-chiave della enciclica, indicati dallo stesso Francesco nella premessa: "l’intima relazione tra i poveri e la fragilità del pianeta; la convinzione che tutto nel mondo è intimamente connesso; la critica al nuovo paradigma e alle forme di potere che derivano dalla tecnologia; l’invito a cercare altri modi di intendere l’economia e il progresso; il valore proprio di ogni creatura; il senso umano dell’ecologia; la necessità di dibattiti sinceri e onesti; la grave responsabilità della politica internazionale e locale; la cultura dello scarto; la proposta di un nuovo stile di vita".

Jorge Mario Bergoglio lancia "un appello, un invito urgente" al mondo intero: "Abbiamo bisogno di una nuova solidarietà universale" e sottolinea che "la sfida urgente di proteggere la nostra casa comune comprende la preoccupazione di unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale". Anche perché "l a Terra, nostra casa, sembra trasformarsi sempre più in un immenso deposito di immondizia. In molti luoghi del pianeta, gli anziani ricordano con nostalgia i paesaggi d’altri tempi, che ora appaiono sommersi da spazzatura".

Anche "i cambiamenti climatici sono un problema globale con gravi implicazioni ambientali, sociali, economiche, distributive e politiche. E costituiscono una delle principali sfide attuali per l’umanità", non dimenticando che "gli impatti più pesanti probabilmente ricadranno nei prossimi decenni sui Paesi in via di sviluppo". visto che "molti poveri non hanno altre disponibilità economiche e altre risorse che permettano loro di adattarsi agli impatti climatici o di far fronte a situazioni catastrofiche e hanno poco accesso a servizi sociali e di tutela".

"L’accesso all’acqua potabile e sicura" intesa come "un diritto umano essenziale, fondamentale e universale, perché determina la sopravvivenza delle persone ed è condizione per l’esercizio degli altri diritti umani" è uno dei passaggi-chiave della nuova enciclica di Papa Francesco. "Si afferma poi che i problemi della fame e della miseria nel mondo si risolveranno semplicemente con la crescita del mercato" ma "il mercato non garantisce da solo lo sviluppo umano integrale e l'inclusione sociale".

Avverte poi Bergoglio: chi controlla la tecnologia è in grado di esercitare "un tremendo potere" e "un dominio impressionante". E mette in guardia: "Il paradigma tecnocratico tende a esercitare il proprio dominio anche sull'economia e sulla politica". Infatti, "l’economia assume ogni sviluppo tecnologico in funzione del profitto, senza prestare attenzione a eventuali conseguenze negative per l’essere umano. La finanza soffoca l’economia reale. Non si è imparata la lezione della crisi finanziaria mondiale e con molta lentezza si impara quella del deterioramento ambientale".

Anche "rinunciare a investire sulle persone, sul loro lavoro, per ottenere un maggior profitto immediato, è un pessimo affare per la società", osserva Francesco. "Se tutto è in relazione - spiega ancora il Papa - anche lo stato di salute delle istituzioni di una società comporta conseguenze per l'ambiente e per la qualità della vita umana". Resta però il fatto che "le leggi volte a tutelare il rispetto dell'ambiente spesso rimangono come lettera morta".

'Dio' la parola più citata dal Papa, 'natura' solo al 10° posto

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