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Tlc: Enel avanti su fibra ma Governo non 'sceglie' su incentivi/Adnkronos

11 maggio 2015 | 19.30
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Enel vuole mettere a disposizione la sua rete per la posa dei cavi in fibra ottica: l'intenzione del gruppo energetico, comunicata a inizio aprile all'Agcom, è vista con grande interesse dal Governo. Che vede aumentare gli operatori interessati a investire nella banda ultralarga: "ma sia chiaro, il Governo non sceglie la 'sposa'", afferma il sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli

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Enel vuole mettere a disposizione la sua rete per la posa dei cavi in fibra ottica: l'intenzione del gruppo energetico, comunicata a inizio aprile all'Agcom, è vista con grande interesse dal Governo. Che vede aumentare gli operatori interessati a investire nella banda ultralarga: "ma sia chiaro, il Governo non sceglie la 'sposa'", afferma il sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli a chi gli chiede se sia vero che l'esecutivo ha scelto di puntare sulla società pubblica dopo la 'delusione' costituita dal mancato ingresso di Telecom Italia in Metroweb Sviluppo.

Gli incentivi pubblici sul piatto, destinati a chi investe nelle aree a fallimento di mercato, sono a disposizione degli operatori: di tutti gli operatori "che manifesteranno la volontà di investire nelle aree dove nessuno si fa avanti", precisa il sottosegretario. Nel caso ci fossero "piu' operatori che propongono la stessa cosa - spiega - gli incentivi andranno a chi proporra' tempi piu' brevi e costi minori".

Proprio la definizione di aree a fallimento di mercato è l'obiettivo della consultazione pubblica indetta da Infratel, che terminerà il 20 giugno e servirà a definire le aree bianche e quindi ammissibili agli interventi pubblici previsti dal piano nazionale per la banda ultralarga. La consultazione è stata aggiornata dopo la decisione della stessa Telecom di comunicare un avanzamento dei propri piani con l’impegno per la copertura di 40 città anche con lo sviluppo di una soluzione Ftth, cioè fiber to the home.

Presidente Grieco, anche in energia infrastrutture devono evolvere

Per evitare che una semplice “manifestazione di interesse” da parte di un operatore possa ritardare la fornitura di servizi a banda ultralarga nella relativa area, gli impegni degli operatori saranno in una seconda fase concretizzati in “contratti”, come previsto dalla Ue per l’applicazione degli aiuti di Stato per lo sviluppo delle nuove reti.

Per il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda europea, il piano Bul prevede investimenti per circa 12 miliardi, di cui 6,5 pubblici. Di questi circa 2 miliardi provengono dai fondi FESR (Fondo europeo di sviluppo regionale) e FEASR (Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale) che sono già attivi mentre il Fondo sviluppo e coesione (circa 4,5 miliardi) "va sdoganato", precisa Giacomelli. A Bruxelles nel notificare il piano Bul si chiede l'ok anche per il varo del credito d'imposta che, non privilegiando nessun operatore andando a tutti coloro che investono, non dovrebbe creare problemi.

Intanto Patrizia Grieco, presidente dell'Enel, taglia corto alle indiscrezioni ma fa un'apertura sull'adeguamento delle infrastrutture: "devono evolvere, anche nel mondo dell'energia". De resto Enel dovrà adeguare i contatori facendoli diventare "intelligenti" visto che dovrà essere in grado in un futuro neanche lontano di partecipare all'internet delle cose, che vedrà la rete in grado di far 'dialogare' gli oggetti tra loro.

Cardani, benissimo se qualcuno dice faccio la rete a prezzo competitivo

Per il resto, ha detto oggi Grieco, "noi facciamo il nostro mestiere. Lo facciamo oggi lo faremo domani. L'energia è il nostro mestiere e questo faremo". Cio' detto "a prescindere da Enel credo che la banda larga sia un obiettivo strategico per questo paese", conclude la manager.

Mentre il presidente dell'Autorità per le comunicazioni Angelo Cardani dà un giudizio positivo sulla discesa in campo di Enel dal punto di vista dell'ampliamento della concorrenza. Sulla posa dei cavi per la nuova rete "se Enel dice che potrebbe farlo, vuol direi che si è fatta due conti ed è fattibile", osserva.

"Io appartengo alla scuola che privilegia la concorrenza rispetto a qualsiasi intervento: se la concorrenza aumenta è un fatto positivo di per sé". La rete "può essere sviluppata in tanti modi: se arriva qualcuno e dice la faccio io a un prezzo competitivo, va benissimo", conclude Cardani.

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