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Energia: Caputi (Federterme), "Bollette moltiplicate per 6, subito soluzione o fallimenti"

26 agosto 2022 | 17.30
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Il presidente dell'associazione: "Serve credito d'imposta per aziende che restano aperte"

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Massimo Caputi, presidente di Federterme

"Con le bollette moltiplicate per sei non si regge, non regge nessuno. Stiamo facendo delle unità di crisi per sapere che fare. Su questo ha ragione qualche esponente politico che ha detto: 'fermiamo la campagna elettorale, sediamoci intorno a un tavolo e vediamo che fare'. Non si può aspettare dicembre, altrimenti ci troveremo migliaia e migliaia di imprese fallite". Così, con Adnkronos/Labitalia, il presidente di Federterme, Massimo Caputi, lancia un appello alle forze politiche per trovare soluzioni contro il caro energia.

Una situazione già oggi insostenibile per le aziende destagionalizzato, come terme, montagna e città d'arte. E che lo diventerà ancora di più in autunno. "Se prendiamo a riferimento i prezzi dell'energia elettrica del 2019 e li confrontiamo con quelli di oggi, settembre 2022, possiamo vedere -spiega Caputi- che sono aumentati per 6, rispetto al gas che è aumentato per 8. E sono numeri che pesano come macigni sul sistema termale. Quindi serve un intervento immediato del governo, questa non è roba da campagna elettorale, non possiamo aspettare che si formi un nuovo governo a novembre o dicembre. Altrimenti vedremo migliaia e migliaia di imprese fallire", sottolinea allarmato il presidente dell’unica organizzazione italiana rappresentativa delle aziende termali del nostro Paese, che vi aderiscono per la quasi totalità.

E Caputi ricorda il ruolo sanitario centrale svolto dalle strutture turistiche collegate al sistema termale. "Le terme -continua Caputi- esplicano un servizio pubblico essenziale di assistenza per terapie e riabilitazione, con tre milioni di clienti e quindi chiudere le terme sanitarie è come chiudere gli ospedali, non è possibile. Ci sono persone per le quali la loro qualità della vita dipende dal sistema termale. E quindi devono andare avanti", aggiunge.

E Federterme ha la sua proposta per intervenire subito. "Nel settore del turismo destagionalizzato e cioè montagna, terme e città d'arte, quello più pregiato, una soluzione immediata contro il caro bollette, che eviterebbe chiusure di aziende e casse integrazioni, e potrebbe essere compatibile con i conti dello Stato, è quello di concedere -spiega Caputi- il credito d'imposta relativo alla differenza di prezzo dell'energia tra il 2019 e il 2022, da utilizzare esclusivamente per la compensazione degli oneri sociale dei dipendenti. E quindi se l'azienda resta aperta. Perché oggi noi dobbiamo evitare che le imprese chiudano".

"La nostra proposta è il credito d'imposta dedicato esclusivamente alla fiscalizzazione degli oneri sociali, quindi ne beneficiano solo le imprese che restano aperte", ribadisce Caputi.

E' necessario sostenere le aziende del settore termale, ribadisce Caputi, che proprio in questi mesi stanno tornando alle performance pre-Covid. "Il sistema termale -spiega- sta lavorando e continua a svilupparsi anche perché è uno dei sistemi più efficaci nelle terapie post-Covid. Il long Covid sta dando problemi a un sacco di gente. E il sistema termale unisce benessere, prevenzione e riabilitazione. Come presenze siamo tornati ai numeri pre-Covid ma tutta una serie di accorgimenti contro il virus devono essere mantenuti in piedi, le attività di prevenzione sono state confermate. E' un bene, ma anche queste attività hanno un costo che va a sommarsi con l'aumento dell'energia", ribadisce.

E un supporto per l'intero settore turistico, sottolinea Caputi, potrebbe arrivare dal una rivisitazione del Pnrr. "Purtroppo, il turismo italiano nella stesura del Pnrr da parte del governo Conte -spiega Caputi- è stato trattato come inesistente. A un settore che fa il 14% del Pil sono stati dati 300 milioni, mentre la Spagna su 290 miliardi ha assegnato al turismo 24 miliardi. Una cosa da ridere. Con il governo Draghi si è riusciti ad alzare questa posta a un miliardo e 800 milioni di euro. Con il 14% del Pil, se vogliamo ragionare in modo matematico, al turismo sarebbero dovuti andare 40 miliardi. Fortunatamente nei programmi di diversi partiti politici c'è la rivisitazione del Pnrr a favore delle imprese. Da questo punto di vista l'occasione è quella di rivedere il Piano molto in ottica di efficienza energetica", sottolinea l'imprenditore.

"Le nostre strutture alberghiere dal punto di vista energetico vanno resettate ma dopo due anni di Covid chi ha i soldi per farlo? Nessuno. Quindi il Pnrr, come propongono mi pare tutti i partiti, va resettato dal punto di vista dell'efficienza energetica per le strutture turistiche e termali", conclude.

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