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Energia: la nuova frontiera sono gli agrumi

10 aprile 2015 | 18.47
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E' stato calcolato che per risolvere il problema dei residui agrumicoli in Sicilia basterebbero 20 'digestori' come l'impianto pilota: così si produce energia e si evitano i costi di gestione del rifiuto

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Energia dagli agrumi, per l'esattezza dal cosiddetto "pastazzo", cioè lo scarto umido derivante dalla loro trasformazione, oggi considerato rifiuto e, come tale, gestito con notevoli costi: smaltire oltre 340mila tonnellate di pastazzo, prodotte mediamente ogni anno, costa alla filiera oltre 10 milioni di euro (30 euro/tonnellata). Potrebbe invece trasformarsi in energia pulita, come dimostra un impianto pilota che sfrutta la quantità di digestione anaerobica per la produzione di energia elettrica, biometano, bioprodotti e nutrienti per il terreno.

E' il progetto “Energia dagli agrumi: un’opportunità per l’intera filiera” promosso dal distretto Agrumi di Sicilia con la collaborazione del Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente dell’Università di Catania e della Cooperativa Empedocle, e il finanziamento non condizionato di The Coca-Cola Foundation.La produzione industriale di succo di agrumi lascia un residuo umido, il "pastazzo", che rappresenta circa il 60% del quantitativo trattato ed è considerato rifiuto.

Solo in parte viene usato come ammendante in agricoltura e, in minime quantità, come mangime per animali, additivo per alimentazione umana o compost. Un piccolo impianto può invece valorizzare pastazzo di agrumi e altri sottoprodotti delle filiere agroalimentari mediterranee (sansa, vinacce, pale di fichi d'India). L'obiettivo è di estendere il progetto all'intera Regione: è stato calcolato che per risolvere il problema dei residui agrumicoli in Sicilia basterebbero 20 'digestori' come l'impianto pilota.

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