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Energia: Inalca autoproduce oltre il 70% del proprio fabbisogno

19 marzo 2014 | 13.27
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Inalca, società in Italia nella produzione di carni bovine e prodotti trasformati a base di carne, ha superato la soglia del 70% di energia autoprodotta internamente tramite la cogenerazione industriale e l'utilizzo di energia da fonti rinnovabili derivanti dalla valorizzazione delle proprie biomasse. Il contributo fornito dell'energia verde deriva dalla definitiva messa a regime dell'impianto di Biogas, alimentato principalmente da biomasse e da sottoprodotti della macellazione. La struttura è stata realizzata nel complesso industriale di Ospedaletto Lodigiano (Lo), il più grande impianto europeo per la macellazione e la lavorazione delle carni bovine.

L'impianto ha richiesto un investimento di 4,5 milioni di euro e permette di auto-produrre energia fino a 7,5 GWh all'anno interamente da fonti rinnovabili. Sul fronte dell'efficienza energetica i risultati sono stati ottenuti grazie all'installazione di 3 impianti di cogenerazione ad alta efficienza, distribuiti negli stabilimenti di Castelvetro, Ospedaletto Lodigiano e Rieti. Questi impianti sono in grado di ottenere una produzione complessiva di energia elettrica e termica pari a 60 GWh.

Attualmente il fabbisogno energetico annuo degli stabilimenti Inalca è di circa 90 GWh. Pertanto l'attuale assetto impiantistico consente un risparmio del 18% di Tep (Tonnellate petrolio equivalenti) all'anno e la riduzione di emissione di Co2 pari a 16.000 tonnellate per anno. Inoltre, Inalca oggi è in grado di avviare alla raccolta differenziata e al recupero oltre il 95 % dei propri rifiuti. Per quanto riguarda il ciclo idrico l'azienda ha una capacità di depurazione di circa 300.000 abitanti equivalenti ed è in grado di avviare a recupero oltre 82.000 mc di acqua all'anno.

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