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Eni, Descalzi: "Avanti su decarbonizzazione e ritorno attrattivo su investimenti"

20 febbraio 2021 | 08.22
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Archiviato "l’anno più difficile della storia dell’industria energetica", che si è fatto sentire sui conti 2020, Eni ingrana la marcia della trasformazione verde con il piano 2021-2024 svelato ieri per centrare la completa decarbonizzazione di prodotti e processi entro il 2050. "Eni ha avviato questa trasformazione a fine 2014 - spiega al 'Sole 24 Ore' il ceo del gruppo energetico Claudio Descalzi - con un profondo lavoro sulle tecnologie e, tra il 2020 e quest’anno, abbiamo messo a punto un piano di dettaglio, fissando anche degli snodi intermedi per provarne la concretezza e giungere a questo risultato".

Un risultato che è figlio, prosegue il ceo, "della nostra pressione su noi stessi perché pensiamo che le società energetiche avranno un futuro solo se riusciranno a decarbonizzare la base produttiva mantenendo un ritorno sugli investimenti attrattivo che consenta di andare avanti". La decarbonizzazione è il filo rosso dell’intera strategia, a partire dall’upstream, con il gas che sarà sempre più protagonista, insieme alle rinnovabili, dell’Eni di domani mentre la novità è la fusione tra i business delle rinnovabili e il retail del gas power.

"È uno step fondamentale - sottolinea il ceo - perché dà leva per poter poi anche investire e trovare finanziamenti sulla parte rinnovabili. Da sole, infatti, le energie verdi fanno fatica a trovare un mercato conveniente e i clienti vogliono avere dei prodotti puliti. Così abbiamo messo in pista questa combinazione ed entro giugno avremo la società completamente integrata".

Alle voci rinnovabili, taglio delle emissioni, idrogeno, transizione energetica, il piano strategico di Eni ha molti punti di contatto con gli obiettivi del governo che ha istituito il ministero delle Transizione ecologica. In una intervista con MF-Milano Finanza, interpellato su un possibile incontro con il ministro Roberto Cingolani, Descalzi premette infatti che "il ministero della Transizione ecologica mette insieme dal punto di vista ambientale ed energetico quelli che sono i nostri obiettivi di piano al 2030 e al 2050".

"Potremmo dire - prosegue - che il nostro percorso di transizione combacia perfettamente con quella che sarà la missione del nuovo dicastero. Non ho ovviamente ancora incontrato il ministro, lo farò spero presto e con grande piacere anche per presentargli personalmente gli obiettivi della nostra strategia".

Quanto alle risorse del Recovery fund, molti gruppi stanno già modificando le candidature dei progetti presentati. Eni come si muoverà? "I nostri sono già stati consegnati al Ministero dell'Economia, compreso il grande progetto per la cattura e stoccaggio di Co2 nei giacimenti esauriti nell'offshore di Ravenna. Non penso - spiega il ceo - avremo bisogno di apportare modifiche. Se ci chiederanno di riformularli lo faremo, ma non credo sarà necessario. Eravamo pronti già da settembre scorso" conclude il ceo.

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