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Ergastolo ostativo, Nessuno tocchi Caino: "Decisione storica"

08 ottobre 2019 | 17.47
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(Fotogramma/Ipa)

Per l'associazione Nessuno tocchi Caino, da anni impegnata, con il Partito Radicale, per l'abolizione dell'ergastolo ostativo, la decisione della Corte Europea per i Diritti dell'Uomo, che rende definitiva la sentenza sul caso di Marcello Viola contro l'Italia, patrocinato dall'avvocato Antonella Mascia, è "un pronunciamento storico e beneaugurante", in vista della decisione che la nostra Corte Costituzionale prenderà il 22 ottobre in tema di ergastolo ostativo, sul quale Nessuno tocchi Caino ha presentato un suo atto di intervento.

"La decisione della Corte di Strasburgo è una pietra miliare sulla via dell'abolizione del fine pena mai - hanno dichiarato i dirigenti di Nessuno tocchi Caino Rita Bernardini, Sergio D'Elia ed Elisabetta Zamparutti - Con la sentenza Viola si afferma in Italia, oltre che in Europa, il diritto alla speranza come un diritto umano fondamentale, finora negato dall'ergastolo ostativo".

"La Corte di Strasburgo fa cadere la collaborazione con la giustizia come unico criterio di valutazione del ravvedimento del detenuto e sono falsi – continuano i dirigenti di Nessuno tocchi Caino – gli allarmismi sulla liberazione immediata dal carcere di centinaia di ergastolani perché, più che i condannati a vita, saranno liberi i magistrati di sorveglianza che, nel concedere benefici e misure alternative, oggi hanno le mani legate dal vincolo della collaborazione del condannato con la giustizia".

"D'ora in poi, i magistrati potranno valutare anche il ravvedimento interiore che è poi quello più autentico e garante della sicurezza rispetto a quello esclusivamente utilitaristico previsto dalla norma considerata dalla Cedu una violazione dell'articolo 3 della Convenzione europea che vieta la tortura, i trattamenti e le punizioni inumani e degradanti".

"Il pensiero nostro oggi – hanno concluso Bernardini, D'Elia e Zamparutti – non può non andare che a Marco Pannella, al suo Spes contra Spem che ci ha animato in questi anni, e ai detenuti di Opera protagonisti del docu-film di Ambrogio Crespi Spes contra Spem - Liberi dentro che contro ogni speranza sono stati speranza, determinando con il loro cambiamento anche l’orientamento dei giudici di Strasburgo".

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