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Ermini incontra i togati autosospesi

08 giugno 2019 | 15.27
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Il vicepresidente del Csm avrebbe chiesto ai consiglieri di prendere una decisione in tempi brevi

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(Fotogramma) - FOTOGRAMMA

Il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura David Ermini ha incontrato, a quanto si apprende, i 4 togati che si sono autosospesi: Corrado Cartoni, Antonio Lepre, Gianluigi Morlini, Paolo Criscuoli. Durante il colloquio il vicepresidente avrebbe chiesto ai consiglieri di prendere una decisione in tempi celeri, invocando la massima responsabilità istituzionale. I togati hanno assicurato che decideranno in tempi brevi.

Magistratura indipendente, a conclusione dell'assemblea ''ampia e partecipata'' che si è tenuta oggi a Roma, ha espresso l'ausipicio che i togati di Mi che si sono autosospesi dal Csm, Lepre, Cartoni e Criscuoli, riprendano le attività consiliari. Magistratura indipendente, si legge in una nota diffusa al termine dell'assemblea ''afferma l'esigenza del rigoroso rispetto dei profili etico professionali nell'esercizio delle funzioni di magistrato e di consigliere nonché l'impegno a evitare, in futuro, ogni contatto con qualunque esponente politico estraneo al Csm, ancorché magistrato'' e ''ribadisce la centralità del Csm quale unico luogo di confronto istituzionale''. Il gruppo rinnova quindi la fiducia ai tre consiglieri all'esito della ricostruzione dei fatti fornita oggi ''dagli stessi'' e ''stigmatizza l'impropria campagna mediatica originata da un procedimento penale a carico di magistrati estranei a Magistratura indipendente". Infine Mi ''sottolinea la propria contrarietà a decisioni basate su giudizi sommari non suffragati dalla compiuta conoscenza degli atti".

Il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Pasquale Grasso, esponente di Magistratura indipendente, si è astenuto dal voto sul documento che chiede ai tre togati di non dimettersi e di riprendere la loro attività consiliare. Grasso, nel corso del comitato direttivo centrale dell'Anm di mercoledì scorso, aveva infatti chiesto le dimissioni dei tre consiglieri, richiesta poi formalizzata nel documento finale votato dal parlamentino del sindacato delle toghe. Posizione non in linea con quella espressa oggi dalla corrente.

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