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Salone Libro: Ferrero, arruolati 80 nuovi spericolati editori

07 maggio 2015 | 15.45
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L'anno scorso i visitatori sono stati 320mila. "Ci attendiamo che aumentino alla luce del fatto che a Torino ci sarà, nello stesso periodo, l'esposizione della Sindone, che è stato inaugurato da poco il nuovo museo Egizio e che l'Expo produce una grande mobilità", spiega il direttore del Salone del Libro all'Adnkronos. Il tema principale del Salone, che vede come paese ospite la Germania, è legato alle meraviglie d'Italia

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Ernesto Ferrero, direttore del Salone del Libro di Torino - (Foto Infophoto)

Un Salone che allarga i suoi confini accogliendo 80 new entry, "80 editori spericolati che provano a realizzare le loro passioni. Suona quasi incredibile". Una vera e propria "festa di famiglia, una festa tra amici che si ritrovano" in cui "si condividono gli stessi piaceri, le stesse passioni e le stesse curiosità". Il Salone del Libro di Torino scalda i motori della sua XXVIII edizione, in programma al Lingotto dal 14 al 18 maggio, e il suo direttore, Ernesto Ferrero, dialogando con l'AdnKronos, non nasconde la sua soddisfazione.

Ferreropunta a confermare le 320mila presenze dello scorso anno anche se "i visitatori potrebbero aumentare alla luce del fatto che a Torino ci sarà, nello stesso periodo, l'esposizione della Sindone, che è stato inaugurato da poco il nuovo museo Egizio e che l'Expo produce una grande mobilità. In ogni caso, non è tanto importante la quantità ma la qualità del pubblico. I lettori che vengono a Torino sono competenti e selettivi e questa è la cosa più confortante ", prosegue Ferrero.

"In autunno -ricorda- c'era qualche autorevole osservatore del mondo editoriale che prevedeva un calo di presenze e di partecipazione al Lingotto. Io ho risposto che, dai contatti che avevamo avviato con gli editori, l'impressione era semmai l'opposto. C'era una grande disponibilità alla collaborazione, una grande voglia di esserci e di lavorare insieme per costruire un buon palinsesto di eventi. Il consuntivo ha confermato che questa impressione iniziale era corretta. Non solo le partecipazioni non sono diminuite ma addirittura c'è una ottantina di new entry".

L'edizione di quest'anno è dedicata alle meraviglie d'Italia

Il Salone di Torino, che quest'anno vedrà la Germania come paese ospite, continuerà a rispettare la sua "natura ibrida ed unica al mondo". In altre parole, continuerà ad essere, evidenzia Ferrero, "una mostra mercato di 45mila metri quadrati e un festival con oltre un migliaio di eventi". Inoltre, Ferrero ricorda che ci sarà "un intero padiglione dedicato ai bambini e ai ragazzi, con un programma e con librerie specifiche, con laboratori e una serie di incontri".

Al Salone del Libro di Torino ci sarà, poi, un'area ad hoc dedicata "agli incontri professionali che si chiama International Book Forum in cui tutti gli anni vengono invitati un centinaio di editori e vengono precostituite delle agende per degli appuntamenti con gli editori e gli agenti italiani".

Il tema principale di quest'anno è 'Italia, salone delle meraviglie'. Un modo, questo, per valorizzare il nostro patrimonio soprattutto nell'anno dell'Expo. "Visto che per l'Expo vengono in Italia milioni di visitatori, ci sembra giusto enfatizzare i tesori del Paese. Ciò vale soprattutto per noi, perché dobbiamo prendere consapevolezza del nostro patrimonio sterminato e unico al mondo, mal gestito e assai poco valorizzato. Ogni discorso di ripartenza deve prendere le mosse dal recupero e dall'assimilazione di questo patrimonio", sottolinea Ferrero.

"Il problema è formare nuovi lettori"

Soffermandosi poi sulle difficoltà in cui versa il microcosmo dell'editoria, Ferrero rimarca che "il paradosso è che dal Lingotto la crisi non si vede perché tutti gli anni gli acquisti aumentano a due cifre. Tutti gli anni, insomma, si vende sempre di più rispetto all'anno precedente". Per il direttore del Salone del Libro di Torino, il pubblico dei lettori "esiste. Se si riesce a coinvolgerlo e a dargli buone proposte, dà delle ottime risposte". Riflessione che, per Ferrero, apre la strada ad una conseguenza molto chiara: "Il problema consiste nel modo in cui riusciamo ad informare il pubblico, nel modo in cui riusciamo a raggiungerlo, motivarlo e coinvolgerlo".

"L'informazione culturale - osserva il direttore del Salone del Libro di Torino- non è esemplare: finisce sempre per dedicare maggiore attenzione al personaggio e alla piccola polemica. L'enfasi è sempre sull'evento sopra le righe, sul piccolo scandalo, sulla rissa e sulla polemica. E' più difficile trovare degli approfondimenti".

Il Salone del Libro si occupa, in fondo, "della manutenzione del lettore che già esiste. Il problema è formare nuovi lettori". Una questione aperta che non riguarda "soltanto gli editori, né solamente il Salone del Libro. E' un grande problema nazionale che dovrebbe, in primo luogo, interessare i governi in carica e le famiglie".

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