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Lo studio

Errori medici terza causa di morte negli Stati Uniti

05 maggio 2016 | 15.38
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Morire per errore. Gli sbagli commessi da medici e operatori sanitari rappresentano la terza causa di decesso negli Stati Uniti, dopo malattie cardiovascolari e tumori. Sono oltre 250 mila le vittime l'anno, rispetto alle 611 mila per patologie cardiache e delle 585 mila per cancro, secondo uno studio della Johns Hopkins University.

I ricercatori hanno analizzato i tassi di mortalità negli usa fra il 2000 e il 2008 calcolando che 251.454 persone risulterebbero morte per errori nel percorso di cura, a fronte di 35.416.000 accessi in ospedale nel 2013. Si tratta del 9,5% del totale dei decessi negli Usa in un anno.

L'equipe sottolinea che la maggior parte degli sbagli non è commessa dai medici, e non dovrebbe automaticamente dare origine a un intervento punitivo o un'azione legale. Spesso, infatti, questi errori sono il risultato di problemi sistematici, come scarso coordinamento, percorsi assicurativi frammentati, mancanza di protocolli adeguati. E su questo, sottolineano i ricercatori, non si è fatto abbastanza. "Tumori e malattie cardiache ricevono tonnellate d'attenzione - afferma Martin Makary, della Johns Hopkins - gli errori medici non figurano invece sulla lista" dei 'big killer'. E dunque il problema "non ottiene i fondi e l'attenzione che merita". Lo studio è pubblicato sul British Medical Journal.

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