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Esce 'Dieci azioni per zero rifiuti' di Roberto Cavallo

17 marzo 2014 | 13.12
LETTURA: 2 minuti

Roma, 17 mar. - (Adnkronos)

Una produzione di rifiuti solidi urbani, nel 2012, di 504 kg per abitante, contro i 528 del 2011, mentre la raccolta differenziata ha sfiorato il 40% (39,9%). Dati positivi rilevati dal rapporto Rifiuti Urbani 2013 dell'Ispra, e tema al centro del libro "Dieci azioni per zero rifiuti" di Roberto Cavallo realizzato in collaborazione con i professionisti della Erica soc.coop., edito da Edizioni Ambiente. Il volume ripercorre il cammino verso 'rifiuti zero' e le iniziative virtuose nel campo della sostenibilità ambientale, del riciclo e del riuso di numerose aziende, amministrazioni locali e realtà territoriali.

Con un linguaggio diretto e presentando numerosi casi concreti, la questione rifiuti viene affrontata sotto diversi aspetti: si parte dalla prevenzione, arrivando al riuso e alla raccolta differenziata, per trattare poi di riciclo ma anche di raccolta dei rifiuti organici e di compostaggio. Si descrivono in concreto gli strumenti economici, i metodi per comunicare con i cittadini e con le amministrazioni, per arrivare a tematiche innovative come l'eco-design, strumento di prevenzione dei rifiuti dai risvolti ancora tutti da scoprire.

Spazio anche all'analisi del 'sacco nero' per capire cosa fare con quei rifiuti che non sembrano riciclabili, e alla responsabilità estesa del produttore, concetto che sta alla base della direttiva europea 98/2008 che trasferisce il costo dello smaltimento e del recupero dei rifiuti ai produttori. Il libro presenta anche interviste agli addetti ai lavori e ai responsabili di alcune aziende virtuose in campo ambientale. "Occuparsi di una strategia 'rifiuti zero' - scrive Luca Mercalli nella prefazione al testo - è più che mai un atto di profonda responsabilità e di assoluta necessità. La questione dei rifiuti nella nostra civiltà è di una portata enorme, ciò che buttiamo nell'ambiente dura migliaia di anni e produce danni irreversibili: decisamente una scomoda eredità per le generazioni future''.

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