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Arte: esperti italiani, museo van Gogh rimetta in catalogo 'Uomo barbuto'

01 aprile 2016 | 18.00
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Vincent van Gogh, autoritratto, particolare (1887) - WIKIPEDIA
Roma, 1 apr. (AdnKronos)

Gli esperti italiani Antonio De Robertis e Alan Zamboni chiedono al Museo van Gogh l’immediata riabiltazione dell'opera 'Uomo barbuto' del 1887. Il quadro, che si trova alla National Gallery of Victoria di Melbourne, inserito nel catalogo di Jacob Baart de la Faille del 1928 al numero F209, è stato espunto dal museo Van Gogh nel luglio 2007, su segnalazione dello specialista inglese Ronald Pickvance, con la motivazione che a eseguirlo sarebbe stato un pittore della cerchia di Van Gogh, quando studiava all’accademia di Anversa, tra il gennaio e il febbraio 1886. Lo studioso francese Benoit Landais si era opposto all’espunzione con un documentato pamphlet nel 2012,d ove sosteneva che la persona ritratta era il pittore ucraino Ivan Pavlovich Pokhitonov, attivo a Parigi dal 1886 fino all’inizio del 1888. Nel 2010 il museo van Gogh con una operazione opposta decretava come autentici due ritratti di donne sconosciute, datati 1886, che pur facendo parte della collezione di famiglia erano ritenuti non di sua mano.

E’ a questo punto che De Robertis e Zamboni, scavando nella vita del pittore ucraino,si accorgono che le due donne sono Matilda von Wullfert e sua madre, Sophie Mathilde Philippeus, rispettivamente moglie e suocera di Pokhitonov e che nella collezione esiste anche il ritratto della figlioletta Vera Barbe. De Robertis mette al corrente della scoperta Benoit Landais, che nel settembre 2014 aggiunge un apposito capitolo al suo pamphlet. De Robertis e Zamboni, inoltre, nel corso delle ricerche sulla fotografia dove compare quello che potrebbe essere l'unico ritratto fotografico di van Gogh da adulto, riconoscono nell'immagine, un ritratto di gruppo, Arthur Briet, giovane compagno all’accademia di Anversa di van Gogh, poi trasferitosi a Parigi nel gennaio 1888 per continuare gli studi all’Academie Julian e ripartito da Parigi nello stesso anno.

Arthur Briet è citato in un passaggio della biografia del periodo di Anversa di van Gogh, redatta da Marc Edo Tralbaut, pubblicata nel 1958,in cui Jacob Baart de la Faille cita una confidenza, fattagli da Briet negli anni ’20, in cui dice di aver conosciuto (non precisando se ad Anversa o a Parigi), l'uomo barbuto, ritratto in F209. Siccome dalla biografia di Ivan Pokhitonov si evince che non è mai stato ad Anversa, mentre era sicuramente a Parigi tra il gennaio e il febbraio 1888, data in cui fu scattata la foto, si può affermare che Arthur Briet può averlo conosciuto solo in quel periodo e a Parigi. Sulla scorta di queste deduzioni De Robertis e Zamboni chiedono una revisione della decisione di espunzione del quadro, presa dal museo e di ripristinare ufficialmente F209 nel catalogo delle opere di van Gogh.

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