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Bombe a New York, arrestato 28enne afgano

19 settembre 2016 | 12.49
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Foto Afp (nel riquadro Ahmad Khan Rahami, dal profilo Twitter della polizia di New York)

La polizia ha arrestato il 28enne di origine afghana Ahmad Khan Rahmani sospettato di essere dietro gli attacchi di ieri a New York e di New Jersey. Lo hanno riferito le autorità, secondo quanto scrive il New York Times. L'uomo, un afgano naturalizzato, è stato arrestato dopo la sparatoria con la Polizia, a Linden, nella quale sarebbero rimasti feriti anche due agenti, uno alla mano, mentre il secondo è stato salvato dal giubbotto antiproiettile. E' "armato e pericoloso" aveva detto in precedenza detto il sindaco della Grande Mela, Bill de Blasio. Il giovane, scrive la Cnn citando fonti delle forze dell'ordine, si era recato in Afghanistan molte volte in passato. Non era comunque segnalato come un soggetto radicalizzato. Un altro funzionario ha riferito che l'uomo aveva fatto molti viaggi all'estero, visitando anche paesi diversi da quelli mediorientali.

Colpito alla spalla destra durante il blitz delle forze dell’ordine, il 28enne è stato identificato attraverso impronte digitali riscontrate su uno degli ordigni, stando alle prime ricostruzioni. Le autorità hanno fatto sapere inoltre che l'uomo è stato arrestato dopo che il proprietario di un bar lo ha individuato mentre dormiva in un'auto ed ha allertato la polizia. Appena gli agenti si sono avvicinati, lui ha aperto il fuoco.

Rahmani lavorava nel fast food di proprietà del padre Mahumud, che si trova al piano terra della loro casa di Elizabeth, la cittadina del New Jersey dove la notte scorsa sono stati trovati altri cinque ordigni.

Secondo il sindaco di Elizabeth, Christian Bollwage, il fast food, First American Fried Chicken, per il quale negli anni hanno lavorato sia Ahmad che alcuni dei suoi fratelli, ha avuto dei problemi con il City Council a seguito delle lamentele dei vicini che denunciavano il fatto che rimanesse aperto tutta la notte con i clienti che facevano rumore e sporcavano i marciapiedi. "Il consiglio votò per imporre la chiusura del locale alle 10, ma le lamentele dai vicini" continuarono ad arrivare perché l'ordine non sarebbe stato rispettato.

Un vicino, Dean McDermott, ha raccontato al giornale newyorkese che uno dei fratelli più grandi di Ahmad in un'occasione fu coinvolto in una rissa con poliziotto che si era recato nel locale per ordinarne la chiusura. Ma prima che il caso arrivasse in tribunale, ha raccontato ancora il vicino, il fratello di Ahmad fuggì in Afghanistan. Rahami padre denunciò il consiglio comunale affermando che la sua attività veniva discriminata perché era afghano.

Ieri sera l'Fbi ha fermato, intorno alle 8.45 locali, 5 sospetti di Elizabeth mentre erano in auto sul ponte di Verrazano a New York (Verrazano-Narrows Bridge) e si stavano probabilmente recando all'aeroporto. Nessuno di loro è stato al momento incriminato.

Secondo gli inquirenti che stanno indagando sugli ordigni di New York e New Jersey ci sono "delle similarità tra le bombe, non sono identiche ma vi sono similarità nel modo in cui sono state assemblate" ha detto il governatore di New York, Andrew Cuomo, intervistato dalla Cnn, aggiungendo che questo suggerisce quindi che vi sia un collegamento tra i diversi attacchi. Cuomo ha poi anche affermato che, stando a quanto raccolto dagli inquirenti che stanno interrogando i sospetti fermati, "gli indizi possono suggerire che vi sia una pista internazionale".

Intanto, diversi funzionari di polizia hanno affermato di temere che una cellula terroristica attiva composta da molteplici attori possa essere al lavoro nell’area di New York e New Jersey.

"Non ci sconfiggeranno mai, come americani noi non ci arrenderemo mai alla paura", ha detto dal canto suo il presidente americano Barack Obama in un discorso alla nazione pronunciato da New York, aggiungendo che non ci sarebbe alcun collegamento tra le esplosioni di New York e New Jersey e l'attacco avvenuto domenica pomeriggio in un centro commerciale di St. Cloud, in Minnesota, dove un uomo ha accoltellato nove persone prima di essere ucciso dalla polizia.

Il leader Usa non ha fornito i dettagli del sospettato arrestato quasi contemporaneamente al suo discorso, ma ha elogiato le forze dell'ordine e i servizi di emergenza e ha lodato i cittadini per aver rifiutato di cedere al terrore. "Il terrorismo e la violenza cercano di colpire le persone innocenti, ma anche di infondere la paura in tutti noi. Così come dobbiamo essere vigili e aggressivi, tutti noi come cittadini non dobbiamo soccombere a quella paura - ha detto - E non c'è esempio migliore di quello della gente di New York e New Jersey". Obama ha poi assicurato che "continueremo a guidare la coalizione nella lotta all'Is" e che "sarà fatta giustizia".

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