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Esselunga, Caprotti vince in appello contro i figli. "Le azioni sono sue"

02 luglio 2014 | 11.38
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La Corte d’Appello di Milano ha rigettato il ricorso dei figli Violetta e Giuseppe che riguardava la titolarità di un pacchetto di quote del colosso della grande distribuzione

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Bernardo Caprotti, patron della nota catena di supermercati Esselunga, vince in appello la battaglia con i figli sulla titolarità delle quote del gruppo da lui fondato. La corte di Appello di Milano, che aveva già dato ragione all'imprenditore 88enne, ha infatti respinto il ricorso presentato da Giuseppe e Violetta confermando con una sentenza di 45 pagine le conclusioni del lodo arbitrale sulla proprietà delle azioni del gruppo, favorevoli al padre e impugnate dai figli.

La disputa familiare è iniziata nel 2011 quando Bernardo Caprotti, dopo aver concesso in nuda proprietà delle azioni ai suoi eredi, decide di riprendere il controllo di tutta la società. Giuseppe e Violetta si rivolgono quindi ai giudici ma il lodo arbitrale, la sentenza di primo grado e ora l'appello danno loro torto. Rimane ora la Cassazione alla quale i due fratelli sembrano intenzionati di rivolgersi.

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