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Matera: estorsione e tentato omicidio, 8 arresti

30 giugno 2014 | 14.52
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Per convincere un imprenditore a cedergli l'attività ad un prezzo irrisorio, i malavitosi hanno attuato una strategia intimidatoria con una escalation di episodi dinamitardi

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Otto pregiudicati della provincia di Taranto sono stati arrestati dai poliziotti della Questura di Matera che hanno eseguito delle ordinanze di custodia cautelare in carcere per i reati, a vario titolo, di tentato omicidio, tentata estorsione, detenzione e porto illegale di materiale esplosivo e armi, nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Matera. E' ricercato un altro destinatario della misura. L'operazione, denominata ''Tritolo'', e' stata presentata in una conferenza stampa dal Questore Stanislao Schimera e dal Capo della Squadra Mobile Nicola Fucarino, insieme al Procuratore Capo della Repubblica di Matera Celestina Gravina.

Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile, hanno permesso di individuare e fermare l'attivita' estorsiva che un gruppo di pregiudicati stava attuando da tempo ai danni di un imprenditore di una struttura ricettiva materana. Per convincere l'imprenditore a rinunciare alla sua attivita', cosi' da convincerlo a cedere loro la struttura a prezzo irrisorio, i malavitosi hanno attuato una strategia intimidatoria con una escalation degli episodi esplosivi. Si contano 5 episodi, via via sempre piu' gravi, giunti fino a tirare delle bombe carta in presenza dei guardiani della struttura, fortunatamente senza conseguenze.

L'ultimo episodio e' una bomba di 1,6 chilogrammi di tritolo fortunatamente non esplosa grazie a uno dei guardiani che ha disattivato appena in tempo la miccia gia' accesa. La svolta delle indagini si e' avuta quando gli investigatori, tramite intercettazioni ed altre attivita' investigative, hanno appreso di un piano omicida che la banda stava ordendo nei confronti di un altro imprenditore, questa volta della Puglia.

Sono state disposte delle perquisizioni che hanno portato al rinvenimento nel territorio di Laterza di una moto, un casco, due pistole e munizionamento che sarebbero serviti al killer per portare a termine il disegno criminoso. Le ordinanze della custodia cautelare in carcere sono intervenute anche ad impedire che i progetti criminali venissero portati a termine.

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