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Eternit: inchiesta bis, Guariniello chiede giudizio per omicidio

23 febbraio 2015 | 18.50
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Firmata la richiesta di rinvio a giudizio per Stephan Schmidheiny nell'inchiesta Eternit bis. Il reato contestato al magnate svizzero questa volta è di omicidio volontario. Il fascicolo riguarda la morte di 258 persone tra operai e residenti avvenute fino al 2014 nelle zone dove sorgevano gli stabilimenti Eternit.

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Il Pm Raffaele Guariniello. - (Infophoto)

Il pm Raffaele Guariniello ha firmato la richiesta di rinvio a giudizio per Stephan Schmidheiny nell'inchiesta Eternit bis. Il reato contestato al magnate svizzero questa volta è di omicidio volontario. Il fascicolo riguarda la morte di 258 persone tra operai e residenti avvenute fino al 2014 nelle zone dove sorgevano gli stabilimenti Eternit.

La richiesta di Guariniello giunge dopo che la corte di Cassazione ha depositato oggi le motivazioni del primo processo Eternit, che ha dichiarato prescritto il reato di disastro contestato all'imprenditore svizzero Schmidheiny. Nel processo Eternit ''la Corte d'Appello ha inopinatamente aggiunto all'evento costitutivo del disastro eventi rispetto ad esso estranei e ulteriori, quali quelli delle malattie e delle morti, costitutivi semmai di differenti delitti di lesioni e omicidi'', ha rilevato la Corte di Cassazione.

"Prendo atto che la corte di cassazione adotta un’idea di ‘disastro’ diversa rispetto alla sua pronuncia del 2007 su Porto Marghera a cui ci eravamo ispirati, e per rispetto noi ci atterremo d’ora in poi a questo nuovo concetto di disastro”, ha affermato Guariniello.

Intanto Titti Palazzetti, sindaco di Casale Monferrato, dove sorgeva lo stabilimento della Eternit, torna a chiedere una nuova legge sui disastri ambientali. Le motivazioni della sentenza Eternit, afferma, "non sorprendono perché è quanto già avevamo immaginato al momento della lettura del dispositivo, ora ciò che auspichiamo è che il Parlamento approvi il prima possibile il disegno di legge che integra il codice penale in tema di disastro ambientale".

"La Cassazione - ribadisce il sindaco - ha voluto dare un'interpretazione molto letterale. Quella norma infatti risale al 1930 e con considera alcune conseguenze, come per esempio quelle cancerogene che possono manifestarsi negli anni successivi, per questo attendiamo che il Parlamento proceda rapidamente all'approvazione del ddl".

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