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Euro 2020, Londra: "Rischio focolaio per tifosi allo stadio"

07 luglio 2021 | 15.19
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La decisione delle autorità britanniche di ampliare il numero degli ammessi in tribuna rischia, però, di trasformarsi in un evento maxi diffusore dei contagi

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(Afp)

Migliaia di tifosi inglesi riuniti questa sera allo Stadio di Wembley a tifare Inghilterra. La decisione delle autorità britanniche di allentare le restrizioni anti Covid e di ampliare il numero di tifosi ammessi in tribuna rischia però di trasformarsi in un evento maxi diffusore dei contagi. Lo ha detto il ministro britannico per le Attività produttive Kwarteng intervistato dalla radio Lbc. Ieri per Italia-Spagna il numero di spettatori ammessi era stato ampliato a 60mila, contro i 20mila di Italia-Austria.

''Se ci sono migliaia di persone in un solo posto, il rischio c'è'', ha affermato il ministro, dicendo che il governo britannico ''sta gestendo i rischi''. ''Sono fiducioso che non ci sarà un grande focolaio, ma allo stato attuale non possiamo garantirlo'', ha aggiunto.

Pregliasco

"Le scene che abbiamo visto ieri sera" durante i festeggiamenti per la vittoria della Nazionale agli Europei di calcio "sono qualcosa di micidiale" per la diffusione del virus Sars-CoV-2. Il virologo Fabrizio Pregliasco, docente alla Statale di Milano, non usa mezzi termini con l'Adnkrons Salute per bollare come "pericolosi" i comportamenti dei tifosi che si sono riversati in strada dopo la vittoria degli Azzurri nella semifinale contro la Spagna.

"Non è bello - dice - perché significa proprio abbassare la guardia e rendere più facile la vita a questo virus". Questo è "un rischio non calcolato", ammonisce Pregliasco. Ricordando che, per fatti analoghi, "risulta che a Copenhagen il 16 e poi il 17 a San Pietroburgo due focolai ci sono stati".

In vista della finale di domenica prossima, dunque, "non sarebbe male riuscire a organizzare delle cose per quanto possibile controllate", suggerisce Pregliasco, magari con piazze a ingressi contingentati e Green pass, "ma credo che sarà difficile. E' chiaro che poi i cortei e i caroselli in macchina con i clacson non sono evitabili, ma - conclude amaro il medico - speriamo di non passare dai clacson alle sirene delle ambulanze".

Andreoni

"E' chiaro che qualcosa la pagheremo inevitabilmente in termini di contagi con qualche focolaio" dice lapidario Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) e primario di Infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma. "Ogni volta che ci sono assembramenti e una condizione non controllata qualcosa emerge - spiega all'Adnkronos Salute - In questo momento in Italia non c'è una grande circolazione e speriamo che eventi e cluster legati alle partite degli Europei siano modesti".

Vaia

"Festeggiamo l'Italia, ma senza bagordi e con attenzione ai luoghi chiusi" dice all'Adnkronos Salute il direttore dell'Inmi Spallanzani di Roma, Francesco Vaia, commentando gli assembramenti di piazza per festeggiare la vittoria della Nazionale contro la Spagna nella semifinale di Londra degli Europei di calcio. "Se autorizzati, ad esempio piazza del Popolo a Roma, entrino solo vaccinati e tamponati. Se invece sono assembramenti spontanei tra sconosciuti, meglio proteggersi con il distanziamento o la mascherina".

Menichetti

"Almeno una dose di vaccino prima della finale dell'Italia" agli Eruopei di calcio. A suggerirlo ai giovani tifosi dopo i festeggiamenti di ieri nelle piazze per la vittoria della Nazionale è il virologo Francesco Menichetti, primario di Malattie infettive all'ospedale di Pisa."La festa dopo la vittoria dell'Italia è un eccesso non commendevole, ma neanche da far meritare l'inferno - dice ironico all'Adnkronos Salute - E' la stessa cosa che è successa dopo lo scudetto dell'Inter. Allora - ricorda Menichetti - c'eravamo un po' preoccupati, ma poi per fortuna non mi pare ci sia stata una grossa conseguenza. Speriamo vada bene anche questa volta".

E se l'Italia domenica prossima dovesse vincere la finale? "Un motivo in più perché i giovani si vaccinino - rilancia il virologo - Come ho già spiegato, il termine tifoso deriva dallo stato di confusione mentale che coinvolge il paziente con l'infezione da tifo, dunque è irrefrenabile. E se i ragazzi intendono dare buona prova di sé come tifosi e obnubilarsi anche la prossima domenica - ribadisce - si facciano almeno una dose di vaccino". Comunque, conclude Menichetti, "mi preoccupa molto meno questa che è un'intemperanza giovanile non gravissima, rispetto a un'opposizione sistematica al vaccino da parte di molti ultrasessantenni".

Bassetti

"Abbiamo visto assembramenti peggiori di quelli di ieri sera per la vittoria dell'Italia" agli Europei. Lo sottolinea all'Adnkronos Salute Matteo Bassetti, primario di Malattie infettive all'ospedale San Martino di Genova. "Ricordo piazza Duomo a Milano per i festeggiamenti dello scudetto dell'Inter, quando la circolazione del virus" Sars-CoV-2 "era 10-15 volte superiore. Oggi circola molto meno in Italia, con meno di 10 casi per 100mila abitanti". Quindi, "anche se in piazza ci sono 100mila persone, meno di 10 possono essere positive. E' un dato basso. Chiaro, il rischio zero non esiste, ma dobbiamo provare a uscire dalla pandemia, come hanno fatto gli inglesi dicendo che si può convivere con il virus grazie ai vaccini".

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