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Europa League, Babacar e Zarate show: 'manita' viola al Qarabag

29 settembre 2016 | 21.47
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Foto Afp

La Fiorentina cura il mal di gol in Europa League e stende il Qarabag con una 'manita'. I viola si impongono per 5-1 e restano al comando del girone con 4 punti, gli stessi del Paok Salonicco. La squadra di Paulo Sousa soffre nella prima mezz'ora, poi dilaga con il Qarabag in inferiorità numerica: doppietta di Babacar e gol di Kalinic nel primo tempo, doppietta liberatoria per Zarate nella ripresa.

La Fiorentina concede troppo in avvio e al 19' il Qarabag va vicino al vantaggio con una punizione tagliata di Ismayilov che accarezza la traversa. Il copione però cambia completamente alla mezz'ora, quando Yunuszada si fa saltare da Kalinic e ferma l'azione con una mano. Per l'arbitro non ci sono dubbi: fallo da ultimo uomo e rosso diretto.

La superiorità numerica è una manna dal cielo per i viola, che nell'arco di un quarto d'ora mettono in cassaforte i tre punti con altrettanti gol. La squadra di Sousa sblocca il risultato al 39': punizione di Kalinic, respinta corta di Sehic e tap-in di Babacar.

Il raddoppio arriva al 43' dopo una splendida azione dei viola avviata da Tello con un passaggio in profondità, rifinita con la suola da Cristoforo e conclusa dall'accorrente Kalinic con una conclusione che non lascia scampo a Sehic. E prima dell'intervallo è ancora Babacar a mettere al sicuro il risultato depositando in rete il pallone del 3-0 dopo un numero di magia di Kalinic sulla corsia destra.

La Fiorentina potrebbe calare il poker già allo scoccare dell'ora di gioco, ma prima la traversa e poi il palo negano il gol a Vecino. In ogni caso, l'appuntamento è rimandato solo di qualche minuto e c'è gloria anche per il neo-entrato Zarate, all'esordio stagionale. L'argentino firma il 4-0 con un destro dal limite che Sehic non trattiene, poi al 78' trova la doppietta con una punizione a giro. Sul 5-0 i viola rallentano e gli azeri ne approfittano nel recupero per segnare il gol della bandiera con Ndovulo. Ma per la squadra di Paulo Sousa, è solo un peccato veniale.

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