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Eutanasia: scelta da donne, single e persone piu' istruite, indagine svizzera

19 febbraio 2014 | 15.03
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Roma, 19 feb. (Adnkronos Salute/Ats) - Sono le donne a scegliere più degli uomini il suicidio assistito. E sono soprattutto single e persone con un grado di istruzione elevato a farvi ricorso. E' l'identikit che emerge dallo studio di un team dell'università di Berna, sostenuto dal Fondo nazionale svizzero (Fns), condotto a partire dai dati (resi anonimi) - messi a disposizione da Exit Svizzera tedesca, Exit Svizzera romanda e Dignitas - di 1.301 persone domiciliate in Svizzera accompagnate alla morte tra il 2003 e il 2008.

Le informazioni sono state confrontate con i dati della Swiss National Cohort, una piattaforma di ricerca che si basa sui risultati degli ultimi due censimenti e sulle statistiche relative ai decessi, permettendo di stabilire ad esempio dove le persone che si sono rivolte alle organizzazioni specializzate avessero abitato, quanto fossero istruite, se avessero vissuto da sole o se avessero figli.

I risultati hanno indicato che nel 56,9% dei casi le persone che hanno chiesto aiuto a mettere fine alle proprie sofferenze erano donne, un dato che tiene in considerazione anche il fatto che la popolazione è a maggioranza femminile. Le persone divorziate o che vivono sole superano quelle sposate o ben integrate socialmente, così come quelle giovani senza figli sorpassano quelle con bambini. Per le persone più anziane la prole non gioca più alcun ruolo. Da questo punto di vista, secondo i ricercatori guidati da Matthias Egger esistono effettivamente fasce della popolazione più vulnerabili ad essere sottoposte a pressioni - come temono gli oppositori all'assistenza al suicidio - in particolare le persone emarginate, come succede anche nel caso dei suicidi non assistiti.

Lo studio, pubblicato sull''International Journal of Epidemiology' online, mostra inoltre che fanno più spesso ricorso al suicidio assistito persone con una buona istruzione e quelle che vivono in zone urbane o in quartieri benestanti.

"Questo dato è a sfavore della teoria secondo cui la pressione sulle fasce sociali più deboli possa contribuire a un'estensione dell'assistenza al suicidio", spiega Egger. "D'altronde, è pure vero che anche persone agiate e colte possono essere sole e isolate". Inoltre è pure possibile che queste abbiano miglior accesso all'eutanasia, ad esempio per motivi finanziari.

In 1.093 dei 1.301 casi esaminati è stato anche possibile determinare la malattia di cui soffrivano le persone che hanno scelto la 'dolce morte': in quasi la metà dei casi si è trattato di una forma di cancro. Particolarmente elevato anche la frequenza di patologie neurodegenerative come sclerosi multipla, Parkinson e sclerosi laterale amiotrofica.

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