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Ex Ilva, Appello conferma assoluzione Fabio Riva per bancarotta

10 dicembre 2020 | 16.10
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(Fotogramma/Ipa)

I giudici della seconda sezione della corte d’Appello di Milano hanno confermato la sentenza di assoluzione - con la formula "perché il fatto non sussiste" - a carico di Fabio Riva, l'ex vicepresidente dell'Ilva di Taranto imputato per bancarotta. La decisione accoglie la richiesta della difesa e del sostituto procuratore generale di Milano, Celestina Gravina, che ha chiesto l’assoluzione sul dissesto del colosso siderurgico. Le motivazioni saranno rese note tra 90 giorni.

"La corte di Appello ha confermato una sentenza giusta, sia perché ha rispettato in maniera rigida i criteri del diritto sia perché si è rispettata la verità storica lontana da quella dei pm di Milano: Fabio Riva e la famiglia non sono dei bancarottieri ma una famiglia che in questo Paese ha creato ricchezza nel rispetto delle leggi" ha detto Salvatore Scuto, uno dei legali di Fabio Riva insieme all'avvocato Gian Paolo Del Sasso.

"La sentenza riconosce questo ruolo e individua le cause di un dissesto non creato con la gestione della famiglia Riva, che resta uno dei primi gruppi industriali della siderurgia nel mondo", ha sottolineato il difensore. Un verdetto pronunciato nel giorno in cui "c’è un nuovo accordo tra lo Stato e un’azienda privata", al contrario di quanto avvenne "nel 1995 quando lo Stato dismise le attività siderurgiche. A loro va il merito di aver creato da quelle strutture un gioiello di produzione nel rispetto delle norme ambientali". "Oggi siamo molto contenti perché è stata scritta una pagina in cui giustizia e diritto tornano ad avere ruolo giusto nella società", ha concluso l'avvocato Scuto.

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