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Expo: atti, per Greganti padiglione Cina affare di massimo interesse

09 maggio 2014 | 16.36
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La "cupola degli appalti" era pronta a mettere le mani sul padiglione cinese per Expo. È quanto emerge leggendo le carte dell'inchiesta che ieri hanno portato all'arresto di sette persone per presunte pressioni in alcuni degli appalti per l'evento del 2015. La questione del padiglione cinese è uno "degli affari di massimo interesse" per Primo Greganti e l'ex funzionario del Pci se ne occupa in prima persona, tenendo rapporti, a dire di Greganti, con l'Ambasciata cinese e preparando una memoria poi "mandata su in Cina".

In una intercettazione del marzo scorso, racconta "Beh i cinesi li abbiamo incontrati, li ho incontrati a Milano", aggiungendo che "fanno fare tutto giù in Cina, qui c'è solo un problema di montaggio.... Perché c'è un rapporto con le Istituzioni, con l'Amministrazione, un rapporto con le altre imprese che lavorano lì....(...) comunque, in ogni caso, gli abbiamo detto noi siamo qua (...) che se avete bisogno noi ci siamo, insomma".

L'ex funzionario del Pci sottolinea: "vi assistiamo in tutto, voi state tranquilli, definiamo prima quali sono i costi, voi sicuramente risparmiate, accelerate i tempi e noi vi diamo una mano. Questa è stata l'impostazione". Inoltre afferma di avere avuto la richiesta "di preparare una memoria in cinese e mandarla giù in Cina (...) noi abbiamo preparato la memoria, l'abbiamo mandata su in Cina".

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