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Expo: consumi energia e sicurezza, protagonisti gli oggetti connessi

14 aprile 2015 | 12.15
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Osservatorio Polimi sugli IoT: "All'esposizione universale gli oggetti connessi a internet saranno protagonisti". Molte le applicazioni in ambito ortofrutticolo e di agricoltura controllata in serra con speciali sensori. In campo anche telegestione e sistemi di sicurezza e controlli

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(foto Infophoto)

L'Internet of Things sarà protagonista nel palcoscenico di Expo 2015. L'IoT, cioè quei milioni di oggetti che dal contatore per misurare l'energia al frigorifero alla smart Tv sono interconnessi via internet, sarà infatti impiegato per il monitoraggio dei consumi energetici e della continuità di servizio, per la telegestione di luci e condizionatori, per i sistemi di sicurezza e controlli. Attraverso dispositivi Wearable inoltre verrà utilizzato anche per monitorare la situazione clinica di alcuni visitatori. Ma, soprattutto, fuori dal sito espositivo entrerà nel Future Food District dedicato all’integrazione tra produzione alimentare e tecnologie con applicazioni di Smart Logistics e Smart Agriculture. A metterlo in evidenzia è la Ricerca dell'Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano (osservatori.net) presentata questa mattina al convegno 'Internet of Things: l'Innovazione che crea Valore', tenutosi al Campus Bovisa dell'ateneo.

La Smart Logistics, spiega lo studio, garantisce la tracciabilità dei prodotti o il monitoraggio di parametri come la temperatura lungo la filiera. La Smart Agriculture prevede applicazioni in ambito ortofrutticolo e di agricoltura controllata in serra con sensoristica distribuita per monitorare lo stress idrico delle piante e per migliorare l’accuratezza di prevenzione e cura delle infezioni. "Expo 2015 ha dato un forte impulso alle sperimentazioni Smart Agriculture e Smart Logistics per la filiera alimentare" afferma Angela Tumino responsabile con Giovanni Miragliotta della ricerca dell'Osservatorio Internet of Thing . "Non mancano i primi progetti esecutivi, ma -avverte l'esperta del Polimi- si fatica ad uscire ancora dallo stadio sperimentale".

I risultati dai primi progetti "però -sottolinea- sono incoraggianti: con la Smart Agriculture è possibile ridurre del 30-40% l’uso di risorse idriche e del 40% il numero di trattamenti fitosanitari. Oltre a ciò, la raccolta di informazioni dal campo consente di supportare l’informatizzazione del quaderno di campagna facilitando la registrazione degli interventi". La ricerca dell'Osservatorio Internet of Things ha approfondito costi e benefici di una soluzione IoT nel settore vitivinicolo biologico, per la gestione dell’irrigazione, dei trattamenti fitosanitari e dei fertilizzanti. L’ottimizzazione della gestione di tali attività consente di ridurre l’impatto ambientale dell’attività agricola e di ottenere un tempo di payback dell’investimento di circa 1 anno per un’azienda di grandi dimensioni da 50 ettari, di circa 2 anni per una realtà media da 10 ettari e di circa 3,5 anni per una piccola da 5 ettari.

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