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Expo: in arrivo 500 nuovi posti di lavoro nel settore alimentare

30 giugno 2015 | 13.37
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La sicurezza alimentare, grande protagonista dell'Esposizione universale, offrirà nuove opportunità di lavoro nei prossimi anni. La domanda occupazionale si concentrerà soprattutto su tre tipologie professionali: tecnologi alimentari, biotecnologi agro-industriali, laureati in biotecnologia e chimica. A stimare un boom di richieste in questo settore, fino a 500 nuovi posti di lavoro, è Technical Hunters, società di headhunting leader nella ricerca e selezione di personale specializzato.

“Sotto la spinta dell’Expo, l’obiettivo prioritario dei prossimi anni sarà la sicurezza degli alimenti: ma il 40% delle imprese agro-alimentari italiane non si è ancora attrezzato, quindi la domanda di specialisti è destinata a crescere molto nei prossimi mesi” sostiene Anna Miranda, Consultant di Technical Hunters.

“Sono più di 1.000 le imprese del settore che dovranno adeguarsi nei prossimi 2 anni”, spiega Miranda, “non si tratta quindi di un bisogno transitorio, ma dell’eredità di Expo, che sta contribuendo a cambiare le regole del settore: di conseguenza ogni azienda alimentare o agricola dovrà provvedere a inquadrare stabilmente queste figure professionali, che hanno soprattutto compiti di controllo sulla sicurezza degli alimenti. La nostra previsione è che potranno nascere fino a 500 nuovi posti di lavoro, l’80% dei quali destinato a giovani alle prime esperienze lavorative”.

Gli stipendi per figure già professionalizzate, con un’età compresa tra i 28 e i 35 anni, secondo Technical Hunters possono andare dai 30 fino ai 60 mila euro lordi annui per i professionisti con almeno sei anni di esperienza.

Il tecnologo alimentare ha il compito di progettare e dirigere i processi per la produzione e commercializzazione di alimenti e i sistemi di controllo nelle strutture di ristorazione collettiva. Deve essere laureato in Scienze e tecnologie alimentari e iscritto all’albo professionale di categoria e può contare su uno stipendio lordo annuo medio di 35 mila euro, fino ad arrivare a 50 mila euro per la posizione di R&D manager.

Il biotecnologo agro-industriale si occupa invece della direzione e gestione delle aziende agricole, comprese le funzioni contabili e tributarie, la gestione fondiaria e quella delle colture e la valutazione dei danni alle colture. Deve essere laureato in Agraria o in Biotecnologie con indirizzo agro-industriale e iscritto all’albo dei periti agrari. La retribuzione media annua lorda iniziale è di 30 mila euro e raggiunge i 50 mila euro per le posizioni manageriali.

Per i laureati in biotecnologia e in chimica vi sono numerose opzioni all’interno del comparto agro-alimentare: dall’analisi dei prodotti alle attività ispettive, dai campionamenti alimentari all’implementazione dei sistema di qualità, dei manuali di autocontrollo (HACCP) e dei sistemi di controllo dell’etichettatura.

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