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Expo, oggi primi interrogatori di garanzia. Cantone vigilerà sui lavori dell'evento

12 maggio 2014 | 12.40
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Primi interrogatori di garanzia per gli arrestati dell'inchiesta milanese sugli appalti che coinvolge anche le opere per l'Expo 2015. Le sette persone arrestate devono rispondere, a vario titolo, di associazione a delinquere, corruzione e turbativa d'asta finalizzata a pilotare e spartire gli appalti anche della sanità lombarda.

Il gip di Milano Fabio Antezza ascolterà i detenuti nel carcere di Opera (Milano) tra cui il manager di Expo spa, Angelo Paris e i due nomi già noti ai tempi di Mani Pulite: il 'compagno G' Primo Greganti e l'ex parlamentare della Dc Gianstefano Frigerio.

In manette è finito anche l'ex senatore del Pdl Luigi Grillo; l'intermediario Sergio Cattozzo (ex segretario regionale Udc in Liguria) e l'imprenditore vicentino Enrico Maltauro. E' ai domiciliari invece Antonio Rognoni, ex dg di Infrastrutture Lombarde, già coinvolto in un'altra inchiesta.

Al centro dell'indagine, che vede una ventina di indagati c'è l'intreccio tra imprese e politica in una "cupola degli appalti", ad usare le parole del pm Claudio Gittardi, capace di condizionare le gare di appalto in cambio di soldi o avanzamenti di carriera per i manager pubblici attraverso presunte protezioni politiche bipartisan.

CANTONE - Intanto, il premier Matteo Renzi ha proposto di affidare a Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale sulla corruzione, il compito di vigilare sull'Expo.

Ai microfoni di ''24 Mattino'' su Radio 24'', il magistrato ha detto: ''Rinunciare all'Expo? Soprattutto adesso significherebbe dimostrare che l'illegalità vince''.

Per Cantone ''la responsabilità principale della politica è stata di sottovalutare il fenomeno, girarsi dall'altra parte. Nella questione Expo si è fatta grande attenzione alle infiltrazioni della mafia e forse questa visione strabica ha fatto sì che ci sia stata una tensione minore rispetto ad altre infiltrazioni che non sono meno pericolose''.

Cantone non ha precisato ancora quale ruolo avrà ''perché è tutto in fieri, lo capirò anche io domani (martedì, ndr) quando sarò a Milano con il premier. In quell'occasione capirò qual è l'idea di questa task-force e quale ruolo viene riconosciuto non a Raffaele Cantone ma alla struttura che io presiedo, l'Autorità nazionale anti Corruzione''.

Infine il magistrato ha assicurato che resterà a capo della Autorità nazionale anti Corruzione: ''Assolutamente sì, il mio obiettivo è portare a termine il mandato per i prossimi 6 anni''.

MARONI - Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, intervenendo in diretta telefonica a 'Mattino 5-La Telefonata', ha dichiarato: "Adesso dobbiamo garantire che l'Expo si faccia in tempo, che si concludano i lavori e che questi controlli continuino per evitare infiltrazioni di affaristi, lobbisti o mafiosi".

"E' il commissario del governo a seguire i lavori per Expo e quindi bene fa il governo ad intervenire perché è il compito suo: conosco il magistrato Raffaele Cantone e lo stimo, sono sicuro - ha proseguito - che la sua presenza aiuterà il commissario di governo nel suo lavoro".

"Questa brutta vicenda getta un'ombra sull'Expo - ha continuato - ma bisogna chiarire, perché ci sono tantissimi appalti che sono stati fatti in modo regolare e c'è un gruppo investigativo presso la Prefettura di Milano che lavora per controllare e per evitare che non ci siano delle infiltrazioni mafiose che infatti non ci sono state" .

LUPI - Il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Maurizio Lupi ha dichiarato: "Andiamo avanti con i lavori. Dobbiamo assolutamente arrivare in tempo perché Expo deve essere l'appuntamento dell'Italia''. ''Abbiamo concordato con Renzi l'affiancamento dell'Autorità Anticorruzione. Ognuno deve fare la sua parte", ha aggiunto.

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