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Expo, scontro in Procura. Robledo al Csm: ''Il procuratore Bruti Liberati dice il falso''

14 maggio 2014 | 17.27
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Continua il botta e risposta a Palazzo di Giustizia di Milano tra il procuratore aggiunto Alfredo Robledo e il procuratore capo Edmondo Bruti Liberati. A meno di 24 ore dalle accuse, Robledo risponde con una lettera inviata al Csm e dà la sua versione di quanto accaduto nell'inchiesta su Expo. In particolare, Robledo afferma che il 'doppio pedinamento' di cui ha parlato il procuratore capo non sarebbe mai avvenuto e, a sostegno di quanto afferma, avrebbe fornito una prova documentale al Csm.

Il procuratore aggiunto chiede di essere sentito dal Csm per quanto concerne le accuse. Il riferimento è alla nota in cui Robledo viene accusato di aver intralciato le indagini sugli appalti relativi all'Esposizione che si terrà nel 2015. In particolare Bruti Liberati aveva parlato appunto di un doppio pedinamento che avrebbe potuto compromettere l'indagine.

Riguardo agli scontri in atto alla Procura di Milano, il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Michele Vietti, prima del plenum. ha dichiarato: "Di tutto ha bisogno il sistema giudiziario tranne che di delegittimazioni". "Il Csm se ne sta occupando e quindi non posso entrare nel merito", ha aggiunto Vietti, che ha espresso l'auspicio "che le commissioni concludano rapidamente l'attività istruttoria".

MALTAURO RICOSTRUISCE IL SISTEMA DI MAZZETTE - Dopo le prime ammissioni durante l'interrogatorio di garanzia, l'imprenditore Enrico Maltauro di fronte al sostituto procuratore Claudio Gittardi ha ricostruito il presunto sistema di mazzette e raccomandazioni politiche che è emerso nell'inchiesta sulla "cupola degli appalti" in Lombardia. "Sta chiarendo la sua posizione e sta ribattendo a tutte le contestazioni", ha spiegato la difesa dell'imprenditore in una pausa del lungo interrogatorio. L'imprenditore avrebbe inoltre ribadito il parallelismo tra il sistema emerso in questa ultima inchiesta e quanto accaduto con Tangentopoli.

CATTOZZO CHIARISCE SU CIFRE POST-IT - L'intermediario Sergio Cattozzo "ha chiarito la propria posizione" nell'ambito dell'inchiesta. Lo ha riferito, al termine dell'interrogatoro davanti al sostituto procuratore di Milano Antonio D'Alessio, la difesa di Cattozzo rappresentata dai legali Michele Ciravegna e Rodolfo Senes. Cattozzo è tra i sette arrestati nell'indagine e il suo ruolo sarebbe quello di aver mediato tra il mondo degli imprenditori e quello della politica.

Nel giorno dell'arresto ha tentato inutilmente di nascondere alcuni post-it in cui ci sarebbero le cifre di alcune mazzette che avrebbe ricevuto dall'imprenditore Maltauro. "Ha chiarito il significato delle cifre" dei biglietti, ha riferito la difesa dell'arrestato. Cattozzo ha chiarito i suoi rapporti con l'imprenditore Maltauro e con altri personaggi coinvolti nell'inchiesta. Con il pm "ci sarà un altro interrogatorio la cui data è ancora da fissare", concludono gli avvocati.

OCCUPAZIONE USB IN REGIONE LOMBARDIA - Una quindicina di attivisti della Usb Pubblico impiego intorno alle 11 ha fatto irruzione in Commissione Sanità della Regione Lombardia. Inizialmente una parte degli occupanti è arrivata al 29esimo piano e ha esposto una bandiera all'interno di una stanza, poi tutti i manifestanti si sono spostati in Commissione sanità.

BAN KI MOON FA RITIRARE PROPRIA FOTO DA SITO EXPO - Gli scandali che hanno travolto l'Esposizione universale del 2015 hanno avuto un ampio eco sui media stranieri. I francesi di Le Figaro informano in anteprima che il segretario generale dell'Onu, Ban Ki Moon, ha fatto ritirare la propria foto dal sito ufficiale dell'Expo. Lo rivela il monitoraggio dell'Osservatorio sulla stampa estera di Klaus Davis che analizza oltre 100 testate del mondo alla ricerca dell'immagine dell'Italia.

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