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F1: Schumi a 5 mesi dall'incidente, interagisce con ambiente ma rischi aumentano

30 maggio 2014 | 11.28
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Sono ormai trascorsi cinque mesi dall'incidente del 29 dicembre 2013, quando Michael Schumacher ha avuto il gravissimo incidente con gli sci tra le piste Chamois e La Bichesulle, sulle nevi della località francese di Méribel in Alta Savoia. Un incidente che lo costringe su un letto dell'ospedale di Grenoble in coma indotto. Le sue condizioni sarebbero stabili e l'ex pilota interagirebbe con l'ambiente esterno, stando alle ultime parole della sua portavoce, Sabine Kehm, che continua a tenere accesa la speranza. "Ha momenti di coscienza, nei quali dimostra di avere capacità di interagire con l'ambiente circostante", ha spiegato a 'El Mundo Deportivo'. Ma i rischi per il sette volte campione del mondo di F1 sono molti.

Secondo il Daily Express, anche se il management team di Schumacher non abbia rilasciato un aggiornamento sul suo progresso da più di sei settimane, alcuni esperti temono peggioramenti con l'ingresso nel sesto mese di coma indotto. Un esperto di una clinica neuro-riabilitazione in Germania, ha detto al giornale che, anche se è impossibile dire quanto velocemente un paziente con una lesione cerebrale possa svegliarsi, però più lunga è la fase di recupero e più grave è il danno cerebrale per il paziente. "Solo il 30% delle persone che sono finite in coma a causa di traumi cerebrali e poi si sono riprese ha poi potuto ricominciare una vita normale -ha spiegato-. Il 50% dei pazienti ha riportato problemi più o meno seri, mentre il 20% è stato costretto a combattere con gravi disabilità. E in questo 20% sono comprese quelle persone che hanno sofferto una fase di coma lunga più di 6 mesi".

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