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Musica: Fabrizio Moro, ecco il mio album più intimo

16 marzo 2015 | 15.57
LETTURA: 5 minuti

Il cantautore pubblica il suo nuovo disco, anticipato dal singolo 'Acqua' (GUARDA IL VIDEO), in cui parla di sé ma anche della violenza negli stadi e di come ha abbandonato il sogno americano

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Fabrizio Moro

"Questo è il mio disco più intimo, più personale. Forse pure per questo è anche il disco che mi ha richiesto più energia". Fabrizio Moro parla così di 'Via delle Girandole 10', il suo nuovo album di inediti e settimo lavoro in studio del cantautore romano di origini calabresi che esce domani, anticipato lo scorso 3 marzo dal singolo "Acqua" (GUARDA IL VIDEO).

Prodotto dalla sua Fattoria del Moro e da Sony 'Via della Girandole 10' è un album dalle atmosfere più acustiche e disincantate rispetto ai precedenti, dalle sonorità ricercate che spaziano tra il rock, il folk e il cantautorato in pieno stile anni '70, registrato in analogico e in presa diretta. Sicuramente il disco 'più personale' di Fabrizio. "È un disco davvero molto sentito, che arriva dopo un momento di crisi professionale ed esistenziale. Un disco in cui ho dato spazio alla mia intimità come non avevo mai fatto prima e in cui non ci sono brani riempitivi", spiega l'artista all'Adnkronos.

E non è un caso che ad aprire le 10 tracce del disco sia 'Buongiorno papà', un brano in cui Fabrizio si rivolge al padre come non ha mai fatto. "Mio padre, da buon calabrese -dice Fabrizio- è un uomo di poche parole. Ha sempre parlato con i fatti. Ho voluto esprimere il mio 'non rapporto' con lui, fatto di rispetto e di cose tante cose insegnate silenziosamente, con l'esempio. Dopo averlo visto, per una vita, alzarsi alle 5.30 di mattina per andare a lavorare, mi sono accorto di non avergli mai detto buongiorno. Questa canzone è un modo per dirglielo e per dirgli tante altre cose 'indirettamente', come ha fatto lui con me".

Ci sono altri tre brani molto introspettivi nel disco: 'L'illusione', in cui parla del rapporto finito con la sua compagna ("una persona -dice Moro- che rappresentava tutto, dal mio rifugio alla mia migliore amica, tranne che l'amore; quella sensazione di vicinanza pratica e distanza emotiva che è l'illusione di un amore"); 'Il vecchio', in cui racconta la parte di sé che è cresciuta più in fretta ("diventando anche un po' intollerante e cinica... vecchia come il twist che accompagna questa canzone"); 'Da una sola parte' ("un inno per tutti quelli che hanno coraggio di prendere una posizione netta e chiara nella vita, per chi ha il coraggio di dire la sua, anche se va contro corrente").

Seppur partendo dall'esperienza molto personale di "malato del calcio", Moro fa poi un'incursione nell'attualità nel brano 'La partita', in cui affronta il tema della violenza intorno all'ambiente delle tifoserie. Un brano che - spiega - gli è stato ispirato dai casi di Gabriele Sandri e Ciro Esposito. "Nasco e cresco in una famiglia e in un ambiente di ultrà, di quelli che vivono con il cuore appeso ad un filo per 90 minuti. Avevo scritto una strofa quando un colpo di arma da fuoco, sparato da un poliziotto, uccise Gabriele Sandri ma ho lasciato il brano incompiuto per diverso tempo. Quando è morto il tifoso napoletano Ciro Esposito, si è aperto un canale di riflessione ancora più profondo dentro di me e tutte le parole che mancavano, sono uscite in poco tempo. Il calcio non dovrebbe aver nulla da spartire con la violenza e con la morte, proprio perché è lo sport che più si avvicina alla vita", conclude.

Moro si cimenta poi in 'I remember you' nella demolizione del sogno americano, rivolgendosi all'America in prima persona come fosse una donna di facili costumi.

Ci sono poi 'Alessandra sarà sempre più bella' e 'Tu', dedicata da Fabrizio a due persone scomparse a cui era molto legato: rispettivamente una amica di infanzia e suo zio Vittorio. A quest'ultimo l'artista ha intitolato anche 'Ciao zi', il brano esclusivamente strumentale (il primo incluso in un suo album da studio) che chiude il disco. "Un tema che per me significa 'arrivederci', senza parole, senza musica, ultima traccia dell'album che mi ha tolto più energie in assoluto. Ho voluto riassumere tutto quello che ho provato nell'arco di questa produzione, sia le gioie che i dolori, in questa breve espressione musicale che inizia in maggiore, poi va in minore e finisce...in maggiore".

Dopo la pubblicazione del disco, Fabrizio sarà impegnato questa settimana in alcuni 'mini live' instore (domani alla Discoteca Laziale di Roma, mercoledì alla Feltrinelli di Milano, poi a Bari e a Napoli) e in un tour teatrale che partirà venerdì 20 marzo dal Teatro Palazzo di Bari per concludersi il 9 maggio al teatro Massimo di Pescara.

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