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'Faccio l'ispettore nei bordelli, un lavoro da sogno'

22 marzo 2016 | 07.57
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"Credo che molti vorrebbero essere al mio posto". John, 60 anni, svolge una delle professioni più particolari e più invidiate in Australia: investigatore privato, specializzato nel controllo dei bordelli. "Sono sicuro che tanti uomini vorrebbero fare come me per guadagnare un po' di soldi", ha detto l'uomo, che con l'impiego saltuario integra la pensione. "E' una buona soluzione? Oh, non c'è dubbio", ha spiegato a news.com.au. La figura dell'ispettore è fondamentale: le autorità, per accedere ad un bordello, devono produrre un mandato e rinunciare spesso all'effetto sorpresa che consente di smascherare irregolarità di ogni tipo. Chi, come John, si presenta come un normale cliente, invece, ha la possibilità di verificare tutto in incognito. "I miei documenti verranno usati in tribunale, quindi il mio rapporto deve essere particolarmente dettagliato e accurato. Non è roba che si possa liquidare in un paio di minuti", ha spiegato.

In genere, gli ispettori si concentrano sui centri massaggi per verificare che la struttura non offra altri servizi: "Solo in 3 casi -ha spiegato- mi è capitato di andare in un posto del genere e di non ricevere una proposta durante il trattamento". E quando la proposta arriva, bisogna accettare per certificare la violazione. "Preferiamo utilizzare dei single e ovviamente devono essere disposti all'attività sessuale. Non mi sorprende che qualcuno giudichi deplorevole la spesa di denaro pubblico per i servizi che forniamo, ma questa gente non si rende conto che contribuiamo, ad esempio, ad ostacolare i mercanti del sesso", ha spiegato Lachlan Jarvis, direttore generale di una delle agenzie investigative presenti sul campo. "Non è il tipico lavoro dalle 9 alle 17 -ha detto ancora John-. Non ci sono limiti di orario e non c'è mai stata una situazione in cui io abbia dovuto temere per la mia sicurezza".

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