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Camorra: faida nel Casertano, due misure cautelari per omicidio nel 1987

01 agosto 2014 | 17.33
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La ricostruzione dei fatti è stata resa possibile anche grazie alle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, uno dei quali testimone oculare del delitto

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I carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Marcianise (Caserta) hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Napoli su richiesta della Dda partenopea nei confronti di Salvatore Belforte, 64 anni, capo dell'omonimo clan egemone nel territorio di Marcianise, e Raffaele Della Volpe, 64 anni, entrambi già detenuti.

Il provvedimento è scaturito dalle indagini dei carabinieri di Marcianise sull'omicidio di Raffaele Viciglione, detto 'Passaguai' e del tentato omicidio di Felice Napolitano, detto 'Capitone', entrambi legati al clan Piccolo-Letizia, avvenuto a Marcianise il 30 aprile 1987.

La ricostruzione dei fatti è stata resa possibile anche grazie alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Luigi Simone, Michele Froncillo, Orlando Lucariello e Bruno Buttone, quest'ultimo testimone oculare dell'omicidio.

Le indagini hanno consentito di inquadrare l'omicidio di Viciglione nella faida in atto a Marcianise tra i contrapposti clan Belforte e Piccolo, detti i 'Quaqquaroni' e nella lotta per il controllo delle attività illecite, in particolare estorsioni, nel territorio di Marcianise e dei comuni limitrofi.

In particolare, il movente dell'omicidio è stato individuato nella volontà di vendetta da parte dei vertici del clan Belforte alla sparizione con il cosiddetto metodo della 'lupara bianca' di Giuseppe Buttone, avvenuto il 17 marzo 1987, sparizione nel quale lo stesso Viciglione era stato coinvolto.

Particolarmente cruente furono le modalità dell'omicidio: i killer infatti, giunti sul posto in quattro a bordo di due moto, dopo aver colto di sorpresa la vittima all'interno di un'agenzia automobilistica, dove si trovava in compagnia di Felice Napolitano, esplosero al suo indirizzo numerosi colpi di arma da fuoco con armi automatiche, uccidendo sul colpo Viciglione e ferendo a un braccio Napolitano, che nel frattempo era riuscito a raggiungere un nascondiglio e a rispondere all'azione di fuoco ferendo a un femore Salvatore Belforte.

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