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L'Aquila: imprenditore falsificava pratiche ricostruzione, arrestato

31 luglio 2014 | 19.39
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Si presentava ai proprietari di case danneggiate dal sisma per realizzare le opere di ricostruzione e induceva i committenti al pagamento dell'anticipo dei lavori per il 25% del finanziamento senza, però, eseguire alcun lavoro edile

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(Infophoto)

Questa mattina, i finanzieri del nucleo di Polizia Tributaria de L'Aquila hanno arrestato un imprenditore edile di 31 anni. Eseguiti anche i sequestri di beni mobili ed immobili per un totale complessivo di 155mila euro. L'uomo deve rispondere di gravi fatti di truffa ai danni di ente pubblico e reati di falso.

L'inchiesta ha avuto inizio circa un anno fa, quando un funzionario comunale ha segnalato la possibile contraffazione di una determinazione dirigenziale con cui doveva essere liquidato un indennizzo di 180mila euro in favore di un cittadino aquilano, per l'occupazione di un suo terreno adibito ad uso tendopoli a seguito del sisma. Le immediate indagini hanno consentito di accertare l'effettiva falsificazione dell'atto di liquidazione e di recuperare immediatamente parte della liquidità indebitamente percepita e ancora in possesso dell'indagato.

I successivi approfondimenti svolti dei finanzieri del nucleo di Polizia Tributaria hanno permesso di far luce su ulteriori gravi condotte illecite dell'arrestato che, presentandosi ad alcuni proprietari di abitazioni danneggiati dal sisma del 6 aprile 2009 come imprenditore edile per la realizzazione delle opere di ricostruzione, induceva i committenti al pagamento dell'anticipo dei lavori per un importo pari al 25% del finanziamento senza, però, eseguire alcun lavoro edile.

Inoltre, i finanzieri hanno scoperto che l'imprenditore ha sostituito il nome e la firma del proprio genitore, quale tecnico responsabile di un progetto di ricostruzione, con il suo, pur di conseguire i previsti compensi. A copertura del danno cagionato dalla truffa, l'Autorità Giudiziaria ha incaricato, inoltre, i finanzieri di sottoporre a sequestro preventivo per equivalente i beni mobili ed immobili di sua proprietà, fino a 155mila euro, somma oggetto della truffa. Sono stati così sequestrati immobili, quote societarie e un'auto.

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