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Scuola: Faraone, merito e valutazione parole chiave 'Buona scuola'/Adnkronos

22 febbraio 2015 | 18.42
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"Merito e valutazione" sono due delle parole chiave della scuola che verrà. Ad assicurarlo il sottosegretario all'Istruzione, Davide Faraone che questa mattina ha preso parte all'iniziativa del Pd "La scuola che cambia, cambia l'Italia" nel corso della quale é stato più volte ribadito che dal prossimo anno sparirà il precariato e si entrerà in ruolo solo attraverso il concorso. Un decreto e un disegno di legge delega cambieranno l'assetto del sistema scuola del nostro paese.

Due atti normativi per rispondere in tempi ragionevoli alle domande di cambiamento emerse anche dalla consultazione voluta dal Governo sulla 'Buona scuola' e per affrontare le questioni con un respiro più ampio dando risposte di sistema. La necessità di affrontare la questione, almeno in parte, con un decreto legge, spiega Faraone all'Adnkronos, è legata alla necessità di dare in tempi rapidi risposte alle questioni più impellenti.

"A differenza del passato - sottolinea - non vogliamo mettere pezze ma rivedere il sistema pensando a lungo termine. E per questo dopo il decreto sarà il tempo della legge delega. Governance della scuola, un nuovo testo unico rivisto e reso più omogeneo eliminando gli elementi in contraddizione, la formazione iniziale e la selezione dei docenti, il diritto allo studio saranno solo alcuni degli argomenti compresi nella legge delega. Il lavoro per la Buona Scuola è appena cominciato. Sta a noi e a tutti coloro che hanno a cuore la scuola, e quindi il futuro del nostro Paese, dargli seguito con i fatti giorno dopo giorno".

basta precariato e 'supplentite'

"Tra pochi mesi i nostri ragazzi, e con loro tutto il personale scolastico - aggiunge Faraone spiegando il perché di un decreto legge - varcheranno il portone di scuola per l’inizio di un nuovo anno e dovranno scontrarsi da subito con una serie di dubbi e questioni irrisolte: la scuola è sicura o rischia di caderci un pezzo di intonaco addosso? Ci saranno risorse, economiche e umane, sufficienti per far funzionare in autonomia gli istituti? Avremo ancora supplenti che vanno via dopo due giorni? La scuola è parte fondamentale della società, anzi è società essa stessa e da lì bisogna cominciare per costruire il futuro del Paese".

"Questo futuro - ribadisce - non può basarsi sull’incertezza. Dopo anni di politiche scolastiche altalenanti e di breve respiro è arrivato il momento di dare risposte concrete alla collettività. E non possiamo permetterci di perdere altro tempo, perché anche un giorno in più nell’indecisione è un giorno sottratto al futuro dei ragazzi e del Paese. Da subito con il decreto ci muoveremo per cambiare le questioni impellenti che mettono a rischio il normale svolgimento dell’attività didattica".

Tra le questioni "impellenti", la questione personale. "Basta precariato nella scuola, una volta per tutte. - assicura Faraone - Lo facciamo per chi lavora a scuola in condizioni "precarie" e per i ragazzi che hanno a che fare con una didattica "precaria". Basta con la 'supplentite', con questa pratica dannosa di precariato istituzionalizzato. Basta ai docenti meteore che rimangono in classe per pochi giorni. Cuciamo attorno alla scuola un vestito che le stia a misura".

non ci sarà un diverso carico di lavoro per i docenti

"Amplieremo l’offerta formativa - spiega il sottosegretario - inserendo negli istituti nuova forza lavoro. Il tutto con un obiettivo chiaro: fare vivere davvero l’autonomia scolastica. In questi anni è esistita soltanto sulla carta, dopo il decreto, invece, avrà gambe per camminare sul serio. Dopo il piano, ci saranno 60.000 insegnanti in più rispetto al numero complessivo dei docenti italiani. Questo vuol dire che creeremo nuove classi di infanzia dove non ci sono, amplieremo il tempo scuola nel primo ciclo, realizzeremo la flessibilità del curricolo nella secondaria, allargheremo gli insegnamenti e permetteremo ai docenti di fare carriera".

Il piano precisa comunque Faraone non prevede assolutamente un diverso carico di lavoro per i docenti. "La Buona Scuola prevede l’istituzionalizzazione di figure professionali di middle-management, una di supporto didattico, l’altra di tipo organizzativo. Figure già esistenti nella scuola di oggi - aggiunge - che però a partire dall’entrata in vigore del decreto otterranno un riconoscimento professionale ed economico esplicito. Uno dei punti fondamentali di questa riforma - spiega ancora il sottosegretario - è poi la valutazione dei docenti e la loro conseguente valorizzazione in termini economici".

Questione centrale sarà la valutazione alla quale saranno, in parte, legati anche gli scatti dei docenti "gli scatti di merito - spiega Faraone -dipenderanno dalla valutazione della didattica, del percorso di formazione e della valorizzazione della professione del docente. Merito e valutazione sono due parole chiave della Buona Scuola che verrà. Riteniamo che l’impegno di chi lavora ogni giorno con passione e con determinazione debba avere un congruo riconoscimento. Non possiamo ancora nasconderci dietro il malcostume della Prima Repubblica “ti pago poco, lavori poco”".

Abbiamo raddoppiato il fondo di funzionamento di ogni istituto

"La scuola di oggi - sottolinea - è complessa, richiede abilità, competenze e impegno che devono essere ricompensati quando i loro effetti sono a giovamento dei nostri ragazzi. Ma è il caso di ricordare che anche l’anzianità, in quanto riconoscimento di esperienza acquisita negli anni, sarà un parametro adoperato nella determinazione degli scatti stipendiali".

Quanto ai finanziamenti per portare l'istruzione a livello degli altri paesi europei Faraone ribadisce l'impegno del Governo : "Un miliardo per quest’anno e tre miliardi a regime dal prossimo. Abbiamo raddoppiato il fondo di funzionamento di ogni scuola. Abbiamo investito - e continuiamo a farlo - in edilizia scolastica in maniera poderosa. Questo governo non si sta risparmiando per far carburare il motore della Buona Scuola. Vogliamo che quando si parla di scuola ci sia sempre un segno + davanti".

Tra le tante questioni aperte anche le norme per il diritto allo studio che, annuncia Faraone, "sarà oggetto della legge delega. Oggi la materia è di competenza regionale e, purtroppo, ogni regione fa quello che vuole. Ma quello che possiamo fare in quanto governo, così come ci hanno suggerito le associazioni studentesche, è una legge quadro nazionale sul diritto allo studio".

Il sostegno va dato alla classe, non soltanto al ragazzo disabile

Un ultimo accenno agli insegnanti di sostegno e al loro profilo. "La scuola è buona se è inclusiva. Noi siamo avanti anni luce rispetto ad altri paesi europei in cui ancora esistono classi e scuole speciali per i ragazzi disabili. Però - evidenzia faraone - l'inclusione deve esserci sul serio. Il sostegno va dato alla classe, non soltanto al ragazzo disabile. Qualsiasi ragazzo con bisogni speciali deve essere e sentirsi parte di una comunità. Il sostegno va fatto alla classe, non solo al singolo ragazzo".

"Ci saranno quindi - spiega - percorsi di formazione per tutto il personale scolastico affinché tutti si possano prendere carico di questi ragazzi, facendoli sentire parte di un tutto. Quanta ricchezza c'è nella capacità di includere un ragazzo autistico, per esempio, nonostante la fatica per farlo? Troppo facile portarlo in corridoio alla prima difficoltà. Ci vuole grande formazione per gli insegnanti e grande specializzazione. Quando parlo di carriere separate - conclude - mi riferisco proprio a questo: il sostegno ai ragazzi con disabilità più gravi necessita di docenti specializzati".

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