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Farmacetica: Soriot (AstraZeneca), ecco il perche' del no a Pfizer

07 maggio 2014 | 15.03
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Roma, 7 mag. (Adnkronos Salute) - Un 'matrimonio' che non s'ha da fare, per una articolata serie di ragioni. A spiegare il perchè del no di AstraZeneca all'acquisizione da parte di Pfizer, è l'amministratore delegato Pascal Soriot. L'azienda britannica, spiega Soriot su 'PharmaTimes', sta completando la trasformazione della sua pipeline "e ora ha la giusta dimensione, il focus e il team per dar vita a una delle pipeline più interessanti nel settore farmaceutico". L'azienda ha concentrato la sua attenzione su cinque piattaforme di crescita e guarda con ottimismo alle previsioni di vendita.

In particolare, l'oncologia ha fatto "enormi progressi" negli ultimi 12-15 mesi, e "la nostra strategia indipendente saprà creare un valore significativo per i pazienti e i nostri azionisti". Nel rispondere alle domande circa l'approccio di Pfizer, Soriot ha riconosciuto che fra gli azionisti "c'è una gamma di opinioni" diverse, ma" la risposta complessiva è molto favorevole". Soriot ha aggiunto che parlerà agli azionisti nei prossimi giorni "dando loro più dettagli" sui piani a lungo termine della società. E quando PharmaTimes ha chiesto se AstraZeneca stesse valutando alcune acquisizioni, un'operazione che potrebbe mettere ulteriormente i bastoni fra le ruote a Pfizer, Soriot ha detto che questa era una possibilità, ma "non ci sono così tante opportunità là fuori al giusto prezzo".

Nel frattempo, uno dei suoi predecessori, Sir David Barnes, ha detto alla 'Bbc' che Pfizer avrebbe agito come una "mantide religiosa", "succhiando linfa vitale" ad AstraZeneca, se la sua offerta avesse avuto successo. Barnes, amministratore delegato fino al 2000, ha supervisionato l'acquisto di Astra da parte di Zeneca.

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