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Farmaci: Assogenerici, ritardare pagamenti Pa puo' costare caro al Paese

05 febbraio 2014 | 16.34
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Roma, 5 feb. (Adnkronos Salute) - "All'inizio del 2013 le aziende associate vantavano quasi 200 milioni di crediti con tempi medi di pagamento superiori a 200 giorni, quando tutto il settore vale circa 2 miliardi di euro. Già così il bilancio non è esattamente roseo, ma diviene critico se si aggiungono gli effetti del pay-back, irrazionalmente applicato anche ai farmaci a brevetto scaduto, per il quale ci si trova a restituire al Ssn una parte di somme ancora non percepite". E' quanto afferma il presidente di AssoGenerici Enrique Häusermann, che interviene in merito alla procedura di infrazione aperta dalla Commissione europea nei confronti dell'Italia per il mancato rispetto della direttiva europea sui ritardi di pagamento.

"Tuttavia - sottolinea Häusermann - non si può nascondere che siamo giunti a un bivio e occorre raccogliere le indicazioni che vengono dall'Europa, come l'attivazione di un meccanismo di compensazione tra debiti e crediti che vada ben al di là dei primi, seppur meritori, passi avanti fatti in questi giorni con le indicazioni diramate dall'Agenzia delle Entrate. Lasciare le cose come stanno significherebbe deprimere ulteriormente un settore strategico per il Paese, capace di indurre un risparmio anno dopo anno, e incorrere in sanzioni economiche che tutti i cittadini sarebbero chiamati a pagare. In pratica, aumentare le uscite della finanza pubblica nel tentativo di ridurle", conclude il presidente di AssoGenerici.

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