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Farmaci: Garattini, Big Pharma ha abbandonato aree chiave per malati

07 marzo 2014 | 17.57
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Milano, 7 mar. (Adnkronos Salute) - "Big Pharma torni a investire su ciò che serve oggi ai pazienti. Settori in cui invece ha abbandonato il campo come quello delle malattie mentali, in cui non c'è un prodotto nuovo da 30 anni". Il monito arriva da Silvio Garattini, direttore dell'Irccs Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano, che dopo la bufera sul caso Avastin-Lucentis lancia un appello al mondo dell'industria: "Pensare anche ad aree chiave come gli antibiotici contro l'emergenza 'superbatteri' resistenti, o le 6 mila malattie rare in attesa di una cura, o ancora i problemi dei Paesi in via di sviluppo".

"Le industrie farmaceutiche, per un lungo periodo di tempo negli anni '60-'70 - osserva Garattini sentito dall'Adnkronos Salute - hanno dato un contributo molto importante alla medicina. Oggi, invece, il contributo appare molto molto più limitato: a fronte di costi estremamente elevati, spesso manca un reale vantaggio per i pazienti". In particolare, il farmacologo nota "una grande dissociazione tra quello che più serve ai pazienti e le attività della maggior parte dell'industria". Molte volte impegnata, riflette l'esperto, a 'rinverdire' farmaci già sviluppati per cercare di allungarne la vita e la permanenza sul mercato: "Per esempio sviluppando analoghi, cambiando i dosaggi, aggiungendo nuove indicazioni, creando formulazioni a rilascio modificato, o combinando più principi attivi in mix". (segue)

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