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Farmaci: Racca, farmacisti obiettori? Da affiancare a chi non obietta

12 marzo 2014 | 17.03
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Roma, 13 mar. (Adnkronos Salute) - L'obiezione dei coscienza riguarda anche i farmacisti. Una questione legata essenzialmente alla dispensazione della contraccezione d'emergenza (la pillola del giorno dopo), che alcuni professionisti - rari, secondo le stime di Federfarma - rifiutano per problemi etico. "In una farmacia in cui c'è un obiettore ci deve essere anche un farmacista non obiettore", dice all'Adnkronos Salute la presidente di Federfarma, Annarosa Racca.

"I numeri dell'obiezione di coscienza in farmacia non sono rilevanti come quelli che riguardano l'aborto in ospedale" , spiega Racca. "Per quanto ci riguarda, però, la legge ci impone di dispensare il farmaco prescritto o di procurarlo nel più breve tempo possibile se non ne abbiamo disponibilità. E' il nostro ruolo".

La responsabilità della prescrizione, inoltre, "è del medico, che conosce il suo paziente. Noi dobbiamo ovviamente controllare e dispensare il medicinale in tutta sicurezza. Ma non si può mettere in dubbio la decisione medica", dice Racca sottolineando, comunque, che in Italia la presenza di farmacie è capillare e sono rarissimi i casi in cui il cittadino può trovarsi di fronte a un farmacista obiettore.

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