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Fascia gialla anti-errore e spille su camici, progetto al Bambino Gesu'

21 maggio 2014 | 15.38
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Roma, 21 apr. (Adnkronos Salute) - 'Mister e miss fascia gialla' per gli infermieri alle prese con la preparazione dei farmaci, ma anche una spilla azzurra da fissare sul camice, che ricorda un po' una celebre campagna pubblicitaria 'porta a porta' di qualche anno fa: 'Chiedimi se mi sono lavato le mani'. Sono solo alcune delle iniziative adottate in questi anni all'ospedale pediatrico Bambino Gesù per ridurre gli errori e le infezioni ospedaliere. "Il rischio zero è un obiettivo difficile e ambizioso, ma specie in una struttura come la nostra, con 50 letti in terapia intensiva e più di 100 in semi-intensiva, ma noi puntiamo allo zero", spiega all'Adnkronos Salute il direttore sanitario Massimiliano Raponi. Proprio con questo obiettivo sono nati la fascia gialla, il progetto casco blu e le spille per il lavaggio delle mani.

"Il percorso anti-errori è partito nel 2006 con 4 tappe: identificazione del rischio, valutazione, prevenzione e monitoraggio", racconta Raponi. "Con l'impegno di tutti, i risultati si sono visti: la prevalenza delle infezioni ospedaliere è passata da 7,6 su 100 ricoverati nel 2007 a 2,5 nel 2013", mentre per i pazienti ad alta complessità la percentuale è arrivata allo zero. "I rientri non programmati in sala operatoria per trimestre sono scesi da 8,73 a 2,63 per mille interventi nello stesso periodo". Tanto che l'ospedale del Gianicolo è stata la prima struttura pediatrica del Paese a ricevere l'accreditamento da parte della Joint Commission International (Jci), il principale ente di accreditamento a livello internazionale in ambito sanitario.

"Abbiamo studiato i 'punti deboli' del processo: uno era il lavaggio delle mani, l'altro il momento della preparazione e somministrazione dei farmaci. Per incentivare il lavaggio mani abbiamo realizzato delle spillette con un rubinetto che irrora le mani e la scritta 'chiedimi se mi sono lavato le mani', da mettere sul camice. L'idea era che i piccoli pazienti e i genitori raccogliessero l'invito e aiutassero i dottori e gli infermieri a migliorare in questa procedura chiave".

"Il sistema ha funzionato. Anche perchè abbiamo creato un Comitato integrato con medici, clinici, infermieri, ingegneri sulla qualità. E alzato il livello di attenzione nei reparti istituendo il 'casco blu': un medico o infermiere che all'insaputa dei colleghi monitora il lavaggio mano in ogni struttura. La percentuale è vicina al 90% ma puntiamo al 100%". Per tutelare il momento della preparazione dei farmaci, invece, si è pensato a una specie di fascia da miss: una striscia gialla con scritta blu 'Non disturbare'. "L'idea è che quanto l'infermiere sta preparando e somministrando un farmaco non bisogna distrarlo, per nessun motivo", spiega Raponi.

Se all'inizio gli operatori erano un po' perplessi, poi l'idea della fascia ha preso piede. E sembra che a testarla siano stati anche alcuni dirigenti, che iniziavano a fare domande agli infermieri: la consegna era di ignorarle.Con il passare del tempo la fascia di 'miss e mister farmaco' è diventata popolare. "Avevamo proposto anche una fascia in fronte in stile 'banzai'", scherza un'infermiera con l'Adnkronos Salute. Poter essere tranquilli e senza distrazioni è importante per garantire l'accuratezza di preparazione e somministrazione dei medicinali, e gli operatori sono stati i primi a sperimentare la differenza. Nei reparti e nei corridoi sono inoltre stati affissi cartelli con il 'segnale germi' (non si può entrare se non sono state rispettate particolari procedure), rivolti a operatori e familiari dei baby pazienti, e cartelli che spiegano ai genitori e ai bambini alcune regole per ridurre i rischi in ospedale, dalle cadute, alle infezioni. "Migliorare ancora è possibile, ma occorre la collaborazione di tutti", conclude Raponi.

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