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Fase 2, Cafiero De Raho: "Subito cig e liquidità o arrivano le mafie"

14 maggio 2020 | 17.55
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L'allarme del procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo

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(Fotogramma)

"Ci troviamo in un momento di grande difficoltà economica e di sofferenza per imprese e lavoratori. E da tempo lancio l'allarme di uno Stato che deve stare vicino al cittadino, cittadino imprenditore e cittadino lavoratore. Per riprendersi l'economia ha bisogno che accesso al credito, cassa integrazione, tutto ciò che serve, arrivino al più presto, perché dove non arriva lo Stato arrivano le mafie. Laddove non arriva lo Stato con questo sostengo che è indispensabile per tutti. E non intervenire significa aprire il panorama economico all'ingresso della mafie. Le mafie hanno ricchezze enormi e l'unico problema è quello di collocarle". E' l'allarme lanciato dal procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Federico Cafiero De Raho, intervenendo alla trasmissione 'Diciottominuti' sul sito consulentidellavoro.it e commentando i dati di un sondaggio dei professionisti che testimonia i ritardi delle banche nell'erogazione dell'anticipo della cig e anche dei prestiti sotto i 25mila euro alle banche.

Secondo Cafiero De Raho, le mafie "spesso si mimetizzano in imprese in difficoltà, che non riescono ad accedere al sistema creditizio e sono costrette ad accedere a quello parallelo illegale. Il successivo passo è dover cedere un po' alla volta la gestione della propria impresa". E quindi per il procuratore "dovere aiutare le imprese a recuperare il proprio mercato è un obbligo della nostra società, del nostro Stato, è un obbligo perché le conseguenze sarebbero disastrose".

"Qualunque soggetto che oggi è in condizione di bisogno deve essere aiutato perché laddove non interviene lo Stato intervengono la mafia, la camorra, la 'ndrangheta attraverso una finta solidarietà e accrescendo il consenso sociale e reclutando anche giovani - scandisce - Per questo lo Stato in questo momento non può venire meno a questo duplice impegno e dovere. Primo liquidità e sostegno economico alle imprese e poi sostegno di solidarietà a tutte le persone che in questo momento soffrono e hanno bisogno", sottolinea De Raho.

Sulle misure messe in campo dal governo per dare liquidità alle imprese "non c'è alcuna forma di controllo, credo che le banche nell'erogare il credito siano preoccupate anche da questo. Ancora oggi nel dl liquidità non sono previste forme di controllo - rileva ancora - Un controllo che non deve ritardare l'erogazione delle risorse ma ci deve essere. In tutto ciò che si fa senza controllo è chiaro che c'è il rischio dell'interessamento di imprese mafiose o contigue alle mafie. Il governo deve dire che vi saranno dei controlli, deve prevederli".

De Raho manifesta poi la sua "stima verso tutti i consulenti del lavoro che portano avanti con impegno il loro lavoro, con ad esempio il decreto antiriciclaggio che pone oneri importanti e delicati, con l'adeguata verifica del cliente. Voi rappresentate un ruolo importante per lo Stato". "Voi condividete difficoltà e insieme tentate di superarle osservando le regole. E su questo aspetto vi vedo molto vicino al mio lavoro e al lavoro di tutti coloro che credono nel miglioramento della società", conclude il procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo.

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