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Carceri, Pannella continua la protesta: dimesso da clinica deve nutrirsi ma dice no

CRONACA
Carceri, Pannella continua la protesta: dimesso da clinica deve nutrirsi ma dice no

Marco Pannella rifiuta di interrompere lo sciopero della fame e della sete nonostante la prescrizione dei medici. Dimesso martedì dalla clinica Nostra Signora della Mercede dopo l'intervento all'aorta addominale al Policlinico Gemelli di Roma, il leader radicale prosegue la sua protesta contro le condizioni delle carceri italiane.


"Marco Pannella - si legge nel bollettino medico - è stato dimesso dalla Clinica Nostra Signora della Mercede, ove è stato ricoverato il 26 aprile scorso. Il 22 aprile era stato sottoposto ad intervento d'urgenza per leak della branca sinistra di endoprotesi aorto-bisiliaca con formazione di vasto ematoma retroperitoneale. E' stata posizionata una nuova endoprotesi e confezionato un bypass protesico femoro-femorale. Nel postoperatorio è stato necessario effettuare due emotrasfusioni, a seguito di anemizzazione secondaria al sanguinamento acuto. Fin dalla prima giornata post-operatoria il paziente ha rifiutato di assumere cibi e liquidi per via orale e, trascorse le prime 24 ore dopo l'intervento, anche per via endovenosa. Per tale ragione non era stato ritenuto opportuno effettuare la prevista angio TC post-operatoria necessaria per verificare l'esito dell'intervento".

"Alla dimissione dal Policlinico Gemelli, dato il rifiuto del paziente ad interrompere il digiuno e il conseguente stato di disidratazione - ricorda il bollettino - è stato deciso il trasferimento presso la clinica Nostra Signora della Mercede. Durante la degenza Pannella ha accettato la correzione di una grave ipopotassiemia, attraverso infusione di fleboclisi contenenti potassio e, il giorno 5 maggio, di effettuare la prevista angioTC post-operatoria, con relativa idratazione prima e dopo la somministrazione di mezzo di contrasto. L'esame ha confermato il pieno successo dell'intervento chirurgico, con parziale riassorbimento dell'ematoma".

"La funzione renale non si è modificata. Dall'ingresso in clinica il paziente è rimasto sostanzialmente a digiuno, sia per solidi che per liquidi, consentendosi solo occasionalmente della coca cola e delle mele. Tuttavia le infusioni endovenose effettuate, soprattutto in preparazione della TC, hanno limitato le conseguenze del digiuno (dall'ingresso il peso è diminuito di circa 1 kg). Per quanto sopra detto, essendo stato interrotto al momento della dimissione ogni supporto infusivo parenterale, è assolutamente necessario che il paziente riprenda una regolare alimentazione ed idratazione, per preservare la funzionalità del bypass recentemente impiantato e dei reni, sovraccaricati da farmaci e mezzi di contrasto. A tale prescrizione, nonostante le motivazioni esposte dettagliatamente dai curanti, il paziente al momento - conclude il bollettino - non intende aderire".



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