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In Italia non c’è, il farmaco che cura l’epatite C si compra a San Marino e on line dall’India

CRONACA
In Italia non c’è, il farmaco che cura l’epatite C si compra a San Marino e on line dall’India

(Infophoto)

Chi rischia di più si avventura sul web, fra le tante farmacie virtuali che promettono di poterlo consegnare in Italia entro un paio di settimane. Chi è più organizzato lo ordina in una delle 6 farmacie di San Marino, procede con un bonifico di ‘caparra’ e lo va a ritirare direttamente nella Città Stato, dove è possibile ottenere farmaci che non sono in commercio in Italia, ma sono già stati registrati dalle autorità europee o americane. E’ il caso del medicinale contro l’epatite C Sovaldi (sofosbuvir), cura innovativa che promette di eradicare il virus Hcv in 3 cicli di trattamento, ma dal costo proibitivo: circa 20.000 euro l’uno, per un totale di poco meno di 60.000 per dire addio all’epatite una volta per tutte.


Questo, almeno, è il prezzo che sono disposti a pagare i cittadini italiani che se lo possono permettere, o fanno grandi sacrifici per arrivarci, pur di ottenere questo farmaco, attualmente non disponibile in Italia perché in fase di approvazione da parte dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa). A quanto apprende l’Adnkronos Salute, sono già almeno 3 le persone che hanno ordinato il Sovaldi alle farmacie di San Marino.

In Italia, infatti, pur volendo pagare, il farmaco non si vende. L’Aifa ha sospeso l’inserimento di questa terapia nella fascia ‘Cnn’, quella che contiene i prodotti ancora non rimborsabili dallo Stato, ma comunque acquistabili dalle Regioni o dai pazienti stessi. La decisione è stata presa “per garantire l’unitarietà dell’accesso ai farmaci su tutto il territorio nazionale e la conseguente tutela di una parità di accesso alle cure da parte di tutti i pazienti”, riferiva la stessa Aifa ad aprile dopo un primo incontro con l’azienda produttrice, la Gilead Sciences, promettendo di arrivare al via libera al sofosbuvir entro giugno. Le trattative sono in corso.

Dei 3 che hanno ordinato il farmaco a San Marino, due hanno già completato il ciclo di 3 confezioni, mentre un’altra persona sta per ritirare il prodotto e cominciare il trattamento. Costo: 19.000 euro a ciclo di terapia (28 compresse da 400 mg). Prima di procedere con l’ordine, le farmacie richiedono un bonifico, e il saldo avviene nel momento del ritiro. Il Sovaldi è disponibile in tutte le 6 farmacie presenti a San Marino, ma occorrono comunque una o due settimane per averlo, perché l’approvvigionamento avviene dall’estero.

Molto più rischioso il ricorso alle farmacie virtuali, come la ‘Indian Pharma Network’, contattata dall’Adnkronos Salute: alla richiesta di ordine, gli operatori di questo punto vendita online rispondono da New Delhi precisando che il medicinale Sovaldi non è ancora disponibile in India, ma è possibile per loro ordinarlo in Canada e farlo inviare in Italia.

Il prezzo è di 25.000 dollari canadesi (pari a circa 16.700 euro, quindi un prezzo anche inferiore rispetto a quello praticato a San Marino), sempre per una confezione da 28 compresse da 400 mg l’una.

Una volta ricevuto il pagamento, la farmacia virtuale indiana attiva il grossista canadese, che invierà il prodotto entro 14 giorni, si assicura. Chiaramente, le garanzie di sicurezza in questo caso sono inesistenti e il pericolo di ricevere farmaci contraffatti è davvero molto alto.

In Italia attualmente vige una norma introdotta dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, per cui i medicinali terapeuticamente innovativi, fra i quali rientra sicuramente anche il Sovaldi, devono essere approvati entro 100 giorni dal via libera ottenuto in sede europea. Il termine scadrà il 19 giugno ed entro quella data si saprà quanto la terapia costerà alle casse dello Stato e, soprattutto, se l’accesso sarà limitato ai soli casi molto gravi. Con il rischio che gli acquisti del farmaco all’estero o sul web proseguano.

Il ministro Lorenzin sconsiglia queste modalità di acquisto - “I farmaci vanno acquistati attraverso canali sicuri per evitare il rischio di contraffazione: i prodotti comprati online potrebbero non essere efficaci o addirittura pericolosi”, dice all’Adnkronos Salute il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.”L’Italia sta trattando il prezzo del farmaco anti-epatite C in modo molto più forte rispetto ad altri Paesi europei - ribadisce - e quello che cercherò di fare è di garantirlo a tutti, non basandoci solo, come stanno facendo altri Stati, sull’aspettativa di vita dei pazienti”.

La denuncia dell’associazione dei pazienti - “Alcuni pazienti ci hanno confessato di avere già proceduto all’acquisto poiché hanno la malattia in fase molto avanzata e attendere può essere fatale. Per alcuni non è un problema, sono persone facoltose che se lo possono permettere. Altri invece hanno assicurazioni sanitarie che coprono anche questo genere di necessità. Altri, purtroppo, ci hanno comunicato che hanno dovuto racimolare il denaro attraverso ‘collette’ familiari o indebitandosi. Altri ancora ci hanno segnalato la possibilità di acquistare questi nuovi farmaci a costi inferiori, ma attraverso siti internet negli angoli del pianeta più improbabili. E questo è molto pericoloso”. E’ quanto dice all’Adnkronos Salute Ivan Gardini, presidente dell’associazione dei pazienti con epatite (Epac).

”Ai nostri centralini - racconta - arrivano quotidianamente numerose chiamate di malati e familiari in cerca di informazioni utili per accedere al sofosbuvir e, ultimamente, anche al simeprevir. Un certo numero di pazienti ci chiede dove poter acquistare il farmaco. Da parte nostra, come prima cosa ci accertiamo della reale necessità, ovvero la gravità della patologia. Nella maggior parte dei casi, sono persone che possono attendere ancora qualche mese. Considerato che l’approvazione di sofosbuvir ci è stata garantita per fine giugno, noi scoraggiamo l’acquisto, considerati i costi elevatissimi”.

Alcuni però ricorrono alle farmacie internazionali di San Marino o a siti internet per l’acquisto: “Dobbiamo evitare situazioni di questo tipo - dice Gardini - accertata la reale efficacia e innovatività dei farmaci, che in questo caso è fuori discussione, dovremmo adottare un sistema che preveda la rimborsabilità immediata per le categorie di pazienti più a rischio di vita all’indomani dell’approvazione europea. Ma per fare questo è necessario dotare l’Aifa di un sistema organizzativo e di strumenti adeguati. Probabilmente il ministro della Salute Lorenzin ha intuito che sono necessari interventi in questo senso, in cui il fattore ‘tempo’ è determinante proprio per salvare vite umane”, conclude.



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