"Abbiamo i terroristi a bordo!", il racconto del comandante della Achille Lauro

CRONACA
Abbiamo i terroristi a bordo!, il racconto del comandante della Achille Lauro

"Comandante abbiamo i terroristi a bordo!" Gerardo De Rosa, il comandante della Achille Lauro morto lunedì, apprese dal suo secondo Giovanni Massa del sequestro della nave da parte dei terroristi palestinesi. A raccontare la vicenda fu lo stesso comandante nel libro 'L'Odissea segreta dell'Achille Lauro', scritto da Carlo de Risio e pubblicato da Adnkronos Libri.


"I primi segni del colpo di mano - racconta De Rosa - mi sono apparsi quando ho visto cristalli frantumati e segni di colpi esplosi sul ponte... Ho udito distintamente alcune scariche di mitra". Poi silenzio, "un silenzio opprimente e irreale. L'altoparlante della nave ha interrotto del tutto questa atmosfera di suspence con una comunicazione urgente: 'il comandante subito sul ponte"... "Sono tornato verso il ponte di comando, attraverso il percorso più breve. Ho aperto la porta della sala nautica. E qui mi sono trovato di fronte due uomini armati di mitra, carichi di bombe, le armi puntate minacciosamente. Sono stato sospinto verso la plancia, dove ho trovato tutti distesi, verso l'ala di plancia di dritta. Io sono stato bloccato sul lato opposto, presso il telegrafo di macchina".

"Io e tutti gli altri che si trovavano sul ponte -racconta ancora De Rosa- siamo stati avviati in fila indiana verso la sala da pranzo, cioè il ristorante del Ponte A, con i due terroristi in testa e in coda, sempre col dito sul grilletto dei Kalashnicov"... "i due terroristi imbracciavano i mitra con il piglio di chi è ben determinato a usarli"... "La nostra vita -ripetevano i terroristi con ossessionante insistenza- non ha alcun valore... La nave è minata e può saltare in aria con tutti voi".

De Rosa racconta poi il concentramento di tutti passeggeri nel Salone degli Arazzi e le azioni dei terroristi per scoraggiare ogni tentativo di ribellione. "Fecero portare tutte le taniche disponibili contenenti liquido infiammabile, aprirono i bocchettoni e fecero capire chiaramente che non avrebbero esitato a lanciare le bombe a mano sulle taniche trasformando il Salone degli Arazzi in un rogo gigantesco. Una sinistra anticipazione di quello che sarebbe accaduto in seguito si ebbe allorché i passeggeri americani e inglesi furono separati dagli altri e disposti sul lato dritto del salone...."



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