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Caso Cucchi: la Procura rivedrà la documentazione, ma piena fiducia nei pm che hanno assolto

CRONACA
Caso Cucchi: la Procura rivedrà la documentazione, ma piena fiducia nei pm che hanno assolto

ROMA 26 NOVEMBRE 2009 CONFERENZA STAMPA SULLA MORTE DI STEFANO CUCCHI - NELLA FOTO ILARIA CUCCHI FOTO RAVAGLI/INFOPHOTO

Al termine del colloquio con il procuratore capo di Roma Giuseppe Pignatone, durato poco più di 20 minuti, Ilaria Cucchi ha riferito che la procura ha preso l'impegno di rivedere tutta la documentazione riguardante l'inchiesta sulla morte di Stefano Cucchi.


"E' stato un incontro positivo. Pignatone si è impegnato a rileggere le carte senza preclusioni. Gli abbiamo anche mostrato le foto di Stefano e ora dopo cinque anni abbiamo l'impressione che si possa giungere a chiarire questa vicenda".

Ai signori Cucchi ho detto che con animo sereno e senza pregiudizi nè positivi nè negativi faremo la rilettura complessiva degli atti dell'inchiesta dal primo all'ultimo foglio. Rilettura che avrà per oggetto le posizioni di coloro che non sono oggetto del giudizio nonché della motivazione della sentenza di appello che sarà depositata tra 90 giorni", ha poi spiegato Pignatone confermando, nella sostanza, quanto già aveva detto Ilaria Cucchi dopo il colloquio avvenuto nel primo pomeriggio. Spiegando qual è il lavoro che verrà svolto dalla Procura Pignatone ha ricordato che all'esito dell'esame degli atti sarà fatta una valutazione e si deciderà che cosa si debba fare. Ogni decisione comunque sarà presa dopo avere esaminato anche la motivazione della sentenza della Corte d'Appello che sarà depositata entro 90 giorni. "Cominceremo a rileggere le pagine della vicenda poi ci dedicheremo ad esaminare quelle che potranno essere le decisioni". Pignatone ha espresso la massima fiducia nei procuratori Vincenzo Barba e Maria Francesca Loy che hanno svolto l'indagine dopo la morte di Stefano Cucchi. "Hanno fatto un lavoro egregio e hanno, come ho detto, la mia estrema fiducia".

Secondo il procuratore è certo che la Procura rileggerà con serenità e anche con rigore necessario gli atti. Sarà lo stesso Pignatone, in prima persona, a svolgere questo riesame e a fare le necessarie valutazioni.

La famiglia del geometra romano si è recata a Piazzale Clodio nel primo pomeriggio per incontrare il procuratore capo, che domenica si è detto disponibile a riaprire le indagini qualora dovessero emergere fatti nuovi o se ci fosse l'opportunità di svolgere nuovi accertamenti.

Ilaria Cucchi ha scritto su Facebook: "Abbiamo vinto Stefano. Abbiamo vinto! Mi parlavano di morte naturale. Mi parlavano di te che ti eri spento. Abbiamo vinto. Hanno perso loro. Non noi. Non ci siamo arresi ed abbiamo vinto. Sono loro ad aver perso. Loro che non sono nemmeno capaci di dirci chi è stato a ridurti così. La giustizia non è per te. Non è per noi. Ma oramai tutti sanno e tutti hanno capito. Abbiamo vinto".

Querela dal Sappe - "L'insieme delle dichiarazioni diffuse da Ilaria Cucchi pare voler istigare all'odio e al sospetto nei confronti dell'intera categoria" di operatori del comparto sicurezza, e in particolare di chi "si occupa della custodia di soggetti in stato di arresto o detenzione. Questo non lo possiamo accettare", e per la "difesa dell'onore e del decoro della Polizia penitenziaria", abbiamo depositato, nei giorni scorsi, una querela nei confronti di Ilaria Cucchi. Lo comunica intanto il Sappe, sindacato autonomo di polizia penitenziaria.

Intanto i social si mobilitano. Su Twitter spopola la protesta #SonoStatoio: tanti i messaggi di solidarietà e foto degli utenti con un cartello in mano e la scritta 'Sono stato io', per chiedere "verità e giustizia" sulla morte di Stefano Cucchi.



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